mercoledì, 19, Febbraio, 2020

Virus Cinese: cosa sappiamo e come difenderci

Sta spaventando il mondo il virus proveniente dalla Cina: isolato nel dicembre dello scorso anno. La provenienza è Wuhan, una città di 11 milioni di abitanti nella Cina Centrale. Vediamo cosa c’è da sapere e come difenderci dal contagio

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24 gennaio 2020
C’è tanta apprensione nel mondo per il diffondersi del contagio di questo virus che ha già colpito in Cina più di 1400 persone di cui 41 morti accertati ad oggi. 
Le autorità sanitarie cinesi hanno già messo a punto tutte le strategie necessarie per arginare il diffondersi del contagio: 13 sono le città chiuse, bloccati i passeggeri negli aeroporti e stazioni in entrata ed in uscita.
I Ministeri di tutto il mondo sono allertati, e controlli a tappeto vengono effettuati ai passeggeri provenienti da quella zona del mondo.

Cerchiamo adesso di capire quali rischi corriamo, quali sono i sintomi e le precauzioni da prendere per arginare l’epidemia. 

Perché questo virus è così pericoloso?

Il virus responsabile di questa epidemia cinese è stato chiamato “2019-NCOV” e si tratta di un coronavirus per la forma che lo caratterizza. Come gli altri virus dell’apparato respiratorio i sintomi sono simili a quelli influenzali: febbre alta, mal di testa, dolori muscolari, affaticamento e debolezza. Ciò che lo rende particolarmente pericoloso è il profilo antigienico causato dalle mutazioni che riescono ad aggirare la barriera delle immunità acquisite dagli uomini.
Formazione di nuovo virusSono virus che si sviluppano raramente e sono il frutto della replicazione di due virus provenienti da specie animali differenti che unendosi nell’ospite si modificano riproducendo una nuova popolazione virale difficilmente aggredibile dalle difese immunitarie.
Quando questo accade la diffusione della malattia riveste carattere pandemico, cioè coinvolge moltissime paesi in tutto il mondo e in questo modo infetta milioni di persone causando moltissime vittime. Episodi verificatisi ultimamente nel caso delle pandemie influenzali registrate nel 1918 (Spagnola), nel 1957 (Asiatica), nel 1968 (Hong Kong) e la SARS del 2002, che hanno mietuto milioni di morti.

Le ricerche degli istituti virologici cinesi e del resto del mondo a cui sono stati forniti dei campioni isolati da persone infette, non sono concordi a riconoscere se la causa di trasmissione avvenga da serpenti o da pipistrelli che sono animali regolarmente consumati in cina, spesso venduti appena macellati nei mercati. 

Come difendersi dal contagio

Per prima cosa cerchiamo di capire come si diffonde questo tipo di virus (compreso quello dell’influenza) per cercare di evitare il contagio.
Il coronavirus, per quello che ne sappiamo, si annida nel tratto respiratorio e si diffonde probabilmente per contagio diretto, attraverso le goccioline di saliva emesse con tosse e starnuti; ma probabilmente anche per via indiretta, toccando oggetti contaminati e poi portandosi le mani alla bocca. Dunque per proteggersi dal contagio per prima cosa bisogna evitare di entrare in contatto con le persone infette: cosa alla quale stanno cercando di provvedere le Istituzioni mettendo in quarantena i viaggiatori provenienti dalle zone a rischio (al momento non ci sono casi accertati in Italia). Da parte nostra è indispensabile adottare misure igieniche individuali che consistono essenzialmente nell’evitare, per quanto è possibile, di frequentare ambienti troppo affollati, ma soprattutto lavarsi spesso le mani. 

Cosa dobbiamo temere da questa epidemia?

Per quello che ne sappiamo adesso, il virus “cinese” è meno pericoloso di quello della SARS, che ha causato l’11% di mortalità fra i contagiati. Avere difese immunitarie efficienti è sicuramente una buona protezione. Questo prevede uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata e ricca di alimenti che contengono vitamine e minerali fondamentali per il nostro organismo, insieme ad una attività fisica adeguata all’età ed alle condizioni di salute. Bambini, anziani e persone ammalate andrebbero cautelati maggiormente.
Intanto gli apparati sanitari mondiali stanno cercando di mettere a punto un vaccino che sarebbe disponibile in tempi rapidissimi. Al momento non esistono farmaci che contrastano la malattia, dunque se si avesse un minimo sospetto insieme a un possibile contatto con persone potenzialmente infette (provenienti dalla Cina) non assumere terapie “fai da te” ma recarsi in un centro ospedaliero.

Se il contagio dovesse diffondersi, attenersi scrupolosamente alle indicazioni del Ministero della Salute!

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Saverio Schirò
Saverio Schirò
Infermiere esperto in Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione, curatore del Sito.

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