giovedì, 15, Aprile, 2021

Perché ingrassiamo?

La risposta è scritta nella nostra biologia genetica. Anadiamo a vedere cosa dice la scienza e la psicologia

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Il bisogno di mangiare è scritto nella nostra biologia tant’è che lo condividiamo con gli altri mammiferi. Ma dal momento che è così naturale, cioè regolato da meccanismi fisiologici, allora perché ingrassiamo?

Per funzionare come si deve il nostro organismo ha bisogno di una certa quantità di energia che normalmente viene recuperata attraverso l’alimentazione. Quello di mangiare è dunque un impulso fondamentale che gli psicologi collocano spesso in cima alla lista dei bisogni umani. Più importante del bisogno di accoppiarsi o di appagare la nostra sete di sapere. Vi dice niente? Va be’, lasciamo stare.
È inutile girarci intorno: ingrassiamo perché mangiamo troppo. E dobbiamo farcene una ragione. La domanda, allora, sarebbe un’altra: perché mangiamo troppo?
La risposta qui si fa più difficile.
Perché abbiamo fame? Sì, ma non solo.
Intanto la fame è il primo meccanismo fisiologico che induce l’uomo a mangiare. In ogni istante il nostro organismo monitorizza lo stato di energia attuale e se ne avverte il bisogno, allora invia al cervello un segnale cosiddetto orexigenico che fa “accendere” la fame. Quando l’energia è sufficiente, invia un segnale anorexigenico che “spegne” l’appetito.

Nessuno sa con precisione quali siano questi segnali e come funzionano nel nostro cervello.Meccanismo della fame Probabilmente la regione interessata a riceverli e decodificarli risiede nell’ipotalamo che si trova proprio nel “cuore” del cervello, ma come agiscano e se siano unici o molteplici non è del tutto chiaro.
Ora, se il meccanismo della fame è regolato da un sistema autonomo che ci dice quando mangiare e quando smettere, perché ci sovralimentiamo?

Il problema è più complicato di quello che pensiamo: spesso non mangiamo perché abbiamo fame, ma per altre ragioni. A volte mangiamo per ridurre emozioni negative come la tristezza, l’ansia o la noia; molto più spesso mangiamo per abitudine, perché è mezzogiorno o “l’ora di cena”; altre volte perché è passato del tempo dall’ultimo pasto o per obbligo, visto che tutti vanno a pranzo.Tutte ragioni che ci fanno mangiare più del necessario.
Quando queste ragioni diventato psichicamente patologiche si rientra nei cosiddetti disturbi del comportamento alimentare come l‘anoressia o la bulimia che derivano l’alterazione del comportamento alimentare da una scorretta percezione della propria immagine corporea.
Non è questo il momento di parlarne anche se vanno tenuti in costante attenzione perché si tratta di malattie nervose gravi dalle quali si può guarire a patto di intervenire tempestivamente.

Altro problema della sovralimentazione: la struttura genetica del nostro organismo.
Nella storia evolutiva dell’uomo, il cibo è stato piuttosto scarso per cui il nostro cervello è stato “programmato” a rifornirsi tutte le volte che gli era possibile e preferendo alimenti ricchi di dietacalorie (ecco spiegato perché preferiamo salsiccia, salame, cioccolata e Nutella piuttosto che verdure bollite!). Ma non solo. In previsione di momenti difficili, il nostro corpo si è organizzato per immagazzinare le scorte… e qui sta il vero guaio!
Il mondo nel frattempo è cambiato e la disponibilità di cibo e calorie si è moltiplicato a dismisura ma il nostro sistema genetico è rimasto indietro per cui continuiamo a introdurre troppe calorie rispetto al reale bisogno. Le “scorte” vengono immagazzinate nelle cellule adipose del nostro corpo che aumentano di volume e anche di numero (tutte  localizzate nell’addome dei maschi e nelle cosce e nei glutei delle donne, mannaggia!).
Attenzione: il processo sfortunatamente non funziona all’inverso.

Prima - Obesità - Dopo
Cellule adipose prima – Durante l’obesità – Dopo la dieta

Se perdiamo peso, le cellule adipose si assottigliano ma, ahimè, non diminuiscono più di numero: restano là dove si trovano, pronte a rigonfiarsi, e sempre più velocemente, se torniamo ad eccedere nelle calorie.
Questo spiega perché è facile ingrassare e molto più difficile dimagrire ed è facilissimo riprendere il peso (e qualcosa in più) se ricominciamo a mangiare senza moderazione. Anche perché quando il corpo avverte una mancanza di energia, perché abbiamo cominciato una dieta, la interpreta come una specie di carestia e si difende diminuendo il metabolismo, cioè la velocità con cui il corpo consuma l’energia. Ecco quella fastidiosissima sensazione di “stallo” che hanno provato tutti quelli che hanno iniziato una dieta e dopo i primi successi non riescono a perdere più neppure un grammo.
Allora, è tutto chiaro? Spero di sì. Partiamo da questa consapevolezza: mantenersi in forma, evitando di diventare obesi, è molto più facile di rimettersi in carreggiata dimagrendo.
Siamo avvertiti!

E se il danno è fatto? Niente paura, nulla è irrimediabile.
Vediamo cosa fare nell’articolo: Stare (o tornare) in forma. …Sempre senza soffrire, naturalmente!

Saverio Schirò

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Saverio Schirò
Saverio Schirò
Infermiere esperto in Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione, curatore del Sito.

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