giovedì, 28, Ottobre, 2021

Mascherine: istruzioni per l’uso! Quali sono, come funzionano e come riutilizzarle

Aggiornato al:

Autore:

Categoria:

Da quando è cominciata la pandemia da Covid 19 è entrato l’obbligo di indossare le mascherine. Ne abbiamo viste di tutti i colori, letteralmente: da quelle super tecnologiche, a quelle fatte in casa alla meno peggio. Spieghiamo adesso perché le mascherine vanno indossate, quali ci proteggono, se è possibile riutilizzarle e come igienizzarle.

Quali tipi di mascherine esistono e quanto ci proteggono

Il compito della mascherina, indossata coprendo naso e bocca, è quello di proteggere le vie respiratorie dalla inalazione di polveri, sostanze tossiche, biologiche, batteriche e virali.
Ovviamente non tutte svolgono lo stesso compito alla stessa maniera e con lo stesso grado di protezione. Escludendo le maschere ultratecnologiche con filtri attivi, quelle a disposizione sono essenzialmente di tre tipi: mascherine chirurgiche, filtranti, e quelle in stoffa.

Mascherine chirurgiche

mascherine chirurgicheSono dispositivi medici monouso fatti da tre strati sovrapposti di tessuto non tessuto (TNT) e pressofusi a caldo. Normalmente bicolori, con la parte bianca che va posta dal lato della bocca. Possono essere con laccetti o con elastici.
Vengono normalmente usate nelle sale operatorie per evitare che le goccioline di saliva o l’aerosol emesso col respiro (droplet) contamini il campo chirurgico. Hanno una scarsa capacità filtrante per cui non proteggono chi le indossa ma solo gli altri. Sono indicate per l’utilizzo quotidiano in luoghi non contaminati specialmente all’aperto.

Mascherine filtranti

mascherina ffp2Questo tipo di mascherina, solitamente colorata di bianco, è formata da almeno quattro strati diversi di materiale con grande capacità filtrante, mentre la parte interna è in grado di assorbire l’umidità che si produce respirando. Possono filtrare particelle miscroscopiche, a patto che siano indossate correttamente: adese al naso col ferretto stringinaso, alle guance e al mento. Non svolgono il loro dovere se indossate male, o da coloro che hanno la barba folta (per scarsa aderenza).
Sono considerati dispositivi di protezione individuale (DPI) perché impediscono ai droplet di chi le indossa di essere lasciati nell’ambiente, ma nel contempo filtrano l’aria che viene introdotta nelle vie respiratorie. Sono indicate per il personale sanitario, soprattutto quello adibito alla cura di persone infette, ma sono anche indicate per coloro che sono classificate persone a rischio, come gli anziani o gli ammalati con molte patologie.
Attenzione però perché non tutte hanno la stessa capacità filtrante.

  • FFP1: (Filtering Face Piece) sono mascherine  in grado di filtrare circa l’80% delle particelle sospese in aria. Tuttavia non rappresentano l’adeguata protezione contro particelle delle dimensioni di un virus, 
  • FFP2 (KN95): sono mascherine capaci di filtrare fino al 95% delle particelle, anche molto piccole: fino al diametro di 2,5 micron (PM2,5) 
  • FFP3: sono mascherine capaci di filtrare oltre il 98% delle particelle PM 2,5
  • Alcune mascherine FFP2 e FFP3 presentano una valvola di espirazione, in pratica lasciano passare l’aria che abbiamo respirato per cui risultano più confortevoli, ma attenzione che non proteggono chi ci sta accanto.

Mascherine in stoffa

mascherina in stoffaCe ne sono di tutti i modelli, forme e colori. Personalizzate, disegnate dipinte, “fashion” ma spesso sono quasi inutili. Dipende essenzialmente dal tipo di stoffa con cui sono confezionate, se sono rivestite, se hanno un minimo di materiale filtrante. In ogni modo, al massimo possono essere equiparate alle mascherine chirurgiche, trattengono i droplet di chi la indossa ma non proteggono le proprie vie respiratorie. 

Si possono riutilizzare le mascherine?

Una volta usata, la mascherina protettiva perde parte del suo potere filtrante, soprattutto quella chirurgica: dopo alcune ore a contatto con l’aria umida del respiro il tessuto non tessuto di cui è fatta, perde la sua consistenza e la sua efficacia. La trama appare sfibrata e sfilacciata.
Per questo motivo, le mascherine chirurgiche non possono essere riutilizzate! Dopo qualche ora vanno smaltite come rifiuti indifferenziati.

Diverso per le mascherine in stoffa. Queste possono essere igienizzate, semplicemente lavandole, magari con un detergente disinfettante, a mano o in lavatrice a 40-60°. Basta comunque eliminare lo sporco ed eventuali elementi contaminanti depositati sulla sua superficie. Anzi è raccomandabile lavare le mascherine in stoffa in maniera frequente, tenendo conto che dopo un certo numero di lavaggi sarebbe opportuno eliminare quelle dove il tessuto appare deteriorato.

Le Mascherine Filtranti possono essere igienizzate?

Anche le mascherine filtranti sono concepite come monouso, cioè adoperabili una sola volta e per un certo numero di ore. Viene dichiarato nella stampigliatura sulla stessa mascherina, che oltre la categoria (KN95, FFP2, FFP3) e la certificazione CE, riporta diciture come NR,  (che sta per non riutilizzabile), oppure un 2 barrato (significa monouso) insieme alla scritta “changemi” (cambiami!)

Tuttavia, se la mascherina filtrante viene usata correttamente e solo per brevi periodi, dopo una accurata disinfezione potrebbe essere usata per altre due o tre volte. Riportiamo la raccomandazione dello “Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze“:
Il trattamento di sanificazione delle mascherine filtranti deve essere limitato a quei casi di basso rischio di contagio, mentre è sconsigliato per tutto il personale che si trova ad operare con persone infette (o in ambienti ad alto rischio di contagio) dal momento che non esistono dati sufficienti per potere convalidare l’efficacia in caso di reimpiego. “Per questo motivo, a titolo cautelativo, il trattamento può essere effettuato per non più di tre volte (salvo prematuro ed evidente deterioramento della mascherina)”.

Come disinfettare le Mascherine Filtranti?

Abbandoniamo le fantasiose soluzioni che si trovano suggerite dal “buonsenso pratico”, amici, parenti o “inventori del WEB”.
No all’uso del calore con forni, microonde, vapori bollenti che non faranno altro che deteriorare la struttura della mascherina rendendola inutilizzabile.
No a improbabili congelamenti in freezer, o uso di sostanze potenzialmente pericolose, prima fra tutte la candeggina o altri prodotti igienizzanti usati in maniera impropria (disinfettanti non alcolici, amuchina, ecc.): i vapori generati da potrebbero nuocere gravemente al nostro sistema respiratorio.

L’unica metodica accettata al momento è l’erogazione spray di una soluzione idroalcolica al 70%, sulla faccia interna ed esterna della mascherina.

Ecco la procedura in cinque mosse:

  1. Prepara in un erogatore spray una soluzione di 70 ml di alcol denaturato e 30 ml di acqua (meglio se demineralizzata).
  2. Lava e disinfetta per bene le mani.
  3. Metti la mascherina sopra un piano pulito e spruzzala all’esterno e all’interno senza eccedere tanto da renderla troppo bagnata.
  4. Lasciala asciugare in un luogo pulito e privo di polvere per almeno mezz’ora o più.
  5. Una volta asciutta, può essere riusata o meglio ancora conservata in una busta di plastica fino al prossimo utilizzo.

mascherina donnaQuesto è tutto quello che occorre sapere sulle mascherine. Se hai dubbi informati, e soprattutto ricorda che se ognuno di noi indossa una mascherina, tutti quanti siamo protetti!

Saverio Schirò

Se hai creatività e un pizzico di dimestichezza col cucito puoi realizzare una mascherina in cotone con pochi materiali che trovi in casa. Vieni a scoprire come in questo articolo:
Come realizzare una mascherina fatta in casa

Se l'articolo ti è piaciuto, condividilo!

Rimani sempre aggiornato, seguici...

323FansMi piace
Saverio Schirò
Saverio Schirò
Infermiere esperto in Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione, curatore del Sito.

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento
Scrivi il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ti potrebbero interessare...