mercoledì, 28, Ottobre, 2020

Le vitamine: come funzionano e quando integrarle

Per vivere in pieno benessere occorrono alcune semplici misure: una di queste è assumere ogni giorno la quantità ottimale di vitamine

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Le vitamine sono elementi essenziali per la nostra salute e dal momento che l’organismo non è generalmente in grado di produrle, esse devono essere introdotte attraverso una dieta varia ed equilibrata.

Cosa significa il termine Vitamina

Il termine, vitamina fu coniato  nel 1912 dal biochimico K. Funk  per designare un composto aminico (contenente cioè azoto) presente nello strato esterno del riso. Questa sostanza aveva il potere di curare una malattia nota come beri-beri, una sindrome molto diffusa tra la popolazione asiatica, che si cibava unicamente di riso brillato, cioè privato della crusca.  Grazie ai risultati sorprendenti di questa sostanza, il composto fu chiamato “vitale” che unito al termine “amina” diede origine al nome “Vitamina”. Più tardi il nome fu esteso ad altre sostanze che avevano mostrato la stessa capacità di guarire altre malattie, benché non tutte contenevano l’amina, cioè l’azoto.

Inizialmente i termini per designarli seguirono l’ordine alfabetico, per esempio, la vitamina C fu chiamata in questo modo perché fu la terza ad essere identificata. In seguito si scoprì che la vitamina B non era unica come composto per cui venne suddivisa in diversi sottogruppi (vitamina B1, B2 ecc). Per alcune vitamine vennero usati le iniziali dei termini che ne indicano l’azione biologica (K= Koagulation termine tedesco di «coagulazione») per altre, nomi che ne indicano la fonte, come l’acido folico (vit. B9) che è presente nelle foglie di alcune verdure.

A cosa servono le vitamine?

Le vitamine svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione di molte reazioni chimiche nel nostro corpo: forniscono energia, collaborano al rinnovo di molte cellule e sono in grado di prevenire alcune malattie. Dobbiamo pensare un organismo come a un gigantesco laboratorio di biochimica dove, ogni giorno, si producono migliaia di differenti reazioni chimiche che mantengono tutte le funzioni vitali. Per eseguire ogni reazione alla temperatura corporea (37° C), c’è bisogno di alcune sostanze che le favoriscono. Sono catalizzatori di questi processi e prendono il nome di “enzimi” (dal greco “lievito”) e sono formate da grosse molecole di proteine. 

Zolletta che bruciaPer capire come funzionano i catalizzatori facciamo un esperimento: se avviciniamo una fiamma ad una zolletta di zucchero potremo notare che lo zucchero si scioglie, ma la zolletta non prende fuoco. Se invece mettiamo una piccola quantità di cenere di sigaretta all’angolo della zolletta, quando avviciniamo la fiamma, la zolletta prenderà fuoco e continuerà a bruciare del tutto: un poco di cenere farà da catalizzatore per la combustione di una grande quantità di zucchero 

Gli enzimi sono così specifici che ciascuno di essi normalmente è capace di accelerare soltanto una singola reazione biochimica o alcune a essa simili. Per questo motivo, è stato calcolato che nel corpo di un solo essere umano ci possono essere più di cinquantamila tipi differenti di enzimi.
Ora, alcuni enzimi agiscono da soli, altri invece hanno bisogno di una particella aggiuntiva per essere attivati: questa particella piccolissima si chiama coenzima

Minerali e vitamine fanno da coenzimi o sono i precursori di altri coenzimi. Ecco perché sono indispensabili e il motivo per cui ne sono richieste quantità minime, ma per nessuna ragione possiamo farne a meno! 

Le vitamine sono divise in due gruppi

  • vitamine idrosolubili (Complesso B, vitamina C, H, PP): non vengono accumulate nel nostro corpo, ma escrete dai reni, ragion per cui vanno assunte con regolarità attraverso gli alimenti. 
  • vitamine liposolubili (A,D, E, K, F): il nostro organismo è capace di accumulare specialmente nel fegato e rilasciare a piccole dosi al bisogno. 

Di quanta vitamina ha bisogno il nostro organismo?

Abbiamo visto quanto siano essenziali le vitamine per il nostro organismo, tanto da non poterne fare a meno. Tuttavia stabilire quale sia la dose giornaliera da assumere è un’impresa alquanto difficile. Potremmo dire che si tratta proprio di scuole di pensiero tra gli scienziati che assicurano che è inutile integrare con supplementi “artificiali” e altrettanti scienziati che lo ritengono invece fondamentale.
I primi sostengono che una dieta varia ed equilibrata fornisce il fabbisogno ottimale di tutte le vitamine di cui abbiamo bisogno e che l’eccesso, per quanto difficilmente arrivi ad essere nocivo, è perfettamente inutile e dispendioso.
Quelli a favore dell’integrazione sostengono che nessuno riesce ad avere una alimentazione adeguatamente varia da fornire il quantitativo minimo necessario di vitamine e che la qualità ormai alterata dei prodotti alimentari odierni e il prolungamento della vita media degli individui, impone un aumentato apporto di vitamine e minerali.

Integrazione sì o integrazione no?

Integrazione vitaminaA livello mondiale si fa riferimento ad un parametro peer calcolare l’apporto di nutrienti considerato ottimale per prevenire deficit nutrizionali nelle persone sane, l’RDA (Recommended Dietary Allowance). Questi indici sono aggiornati ogni 5 anni sulla base dell’osservazione della popolazione mondiale e delle nuove scoperte. Ma si capisce che si tratta di indicazioni che hanno parecchi limiti: i calcoli eseguiti sulla popolazione in generale senza tenere conto dell’età degli individui, della singola condizione di ciascuno, della condizione di salute. Quindi questi valori sarebbero da intendere non ottimali ma minimi, per cui  l’apporto vitaminico ottimale andrebbe calcolato a seconda dei fattori individuali.

Per cui se una persona giovane e sana si alimenta correttamente, in teoria non avrebbe bisogno di integrazione, ma se invece scarseggia in apporto di frutta e verdura o di altri particolari nutrienti, come spesso accade, allora un supplemento vitaminico sembrerebbe utile.

Diverso per le persone che soffrono di carenza alimentare (come nei paesi poveri del mondo), le donne in stato di gravidanza, le persone ammalate e in genere dalla seconda alla terza età quando molti meccanismi di sintesi endogena delle vitamine e lo stesso apporto alimentare diventa più scarso. Qui una integrazione si impone per aiutare l’organismo a fare fronte a tutti meccanismi biochimici utili a mantenere a lungo uno stato di benessere.

L’eccesso di vitamine può farci male?

Ogni eccesso fa male! Perché in medicina se tanto fa bene, non vuol dire che di più fa meglio. Per cui la moderazione è sempre la regola maestra. Per le vitamine il problema si pone solo relativamente perché è estramamente raro raggiungere un eccesso di vitamine.
Le vitamine idrosolubili se introdotte in eccesso spesso non vengono neppure assorbite a livello intestinale ed eventualmente eliminate con le urine.
Un po’ diverso per le vitamine liposolubili che si accumulano e in teoria potrebbero diventare eccessive. In realtà è una evenienza piuttosto rara e gli eventuali sintomi da ipervitaminosi sono quasi sempre di scarsa rilevanza.

Cosa concludere dunque?
Le vitamine non allungheranno di certo la vita, ma contribuiranno sicuramente a farci stare meglio!

Fonti:
L. PAULING, Come vivere più a lungo e sentirsi meglio, Milano 1989
P. LE COUTEUR, J. BURRESON, I bottoni di Napoleone, Come 17 molecole hanno cambiato la storia, Milano 2006
M. SAMAJA, Corso di biochimica per le lauree triennali, Padova 2004
Vitamine
in Treccani.it
Vitamina in wikipedia.it
Vitamine in ISS.it (Istituto superiore delle Sanità)

 

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Saverio Schirò
Saverio Schirò
Infermiere esperto in Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione, curatore del Sito.

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