Le regole dell’attrazione: alla ricerca del partner ideale

Quanti uomini belli e affascinanti ci sono nel mondo? E quante donne bellissime, intriganti e sexi si vedono in televisione, nei film e anche semplicemente andando in giro? Ma quale è il criterio con il quale si sceglie il partner ideale?

Le ragioni che spingono le persone ad entrare in relazione sono davvero tantissime come insegna l’esperienza. Certamente se vivessimo solo al chiuso della nostra stanza, le relazioni sarebbero mediate dal mondo virtuale dei Social e questo modificherebbe (e già lo sta facendo) i criteri su cui basarsi per scegliere a chi affidare le nostre confidenze prima e il nostro cuore poi: ovviamente con tutti i rischi che un medium così alterabile e virtuale comporta. Tuttavia, sia nel mondo reale che in quello virtuale, fra le svariate e personalissime componenti che ci spingono a scegliere una persona piuttosto che un’altra al primo posto c’è quella sensazione difficilmente descrivibile che si chiama “attrazione”.
L’abbiamo provata tutti: si tratta di una sensazione personale e unica oppure vi sono delle regole che vi stanno alla base?
Vediamo cosa suggerisce la psicologia sociale sui fattori che possono provocare una attrazione tra due persone. E pazienza se magari potreste scoprire che forse non è stato l’amore il primo movens, ma un interesse personale, una convenienza, una spinta del momento o la fuga da una situazione psicologica difficile. Ma niente paura, vale per tutti: non possiamo esimerci dal sottostare alle leggi dell’attrazione, ci piaccia o meno!

La prima legge dell’attrazione

coppia incontroIl più importante fattore che favorisce una relazione è la prossimità fisica. Ci saranno milioni di persone meravigliose che farebbero la nostra felicità, ma noi opereremo una selezione solo tra coloro che vivono nel nostro contesto, che possiamo dunque conoscere e frequentare. “Ovvio” penserete. Tuttavia la vicinanza geografica da sola non basterebbe se non entrassero in gioco anche  fattori psicologici. Siamo noi stessi a predisporci ad essere attraenti ed a lasciarci attrarre dalle persone che frequentiamo.
È stato dimostrato, infatti, che quasi tutti cercano di rendersi simpatici con coloro coi quali avranno interazioni sociali. Che si tratti di Facebook o dei nuovi compagni di classe, tendiamo a piacere agli altri perché abbiamo necessità di essere apprezzati. Inoltre ogni volta che incontriamo una persona, questa viene preferita perché ci sembra familiare, ed ecco che involontariamente scatta una sorta di attrazione: si chiama “effetto di mera esposizione” in base al quale consideriamo più piacevole e rassicurante quello che ci para dinanzi con una certa frequenza, ed è così potente che funziona anche quando non sappiamo di essere esposti a qualcosa o qualcuno!

Seconda legge dell’attrazione: l’aspetto fisico.

Aspetto fisicoUna volta che la geografia ha messo in contatto due persone, entra in gioco l’aspetto fisico che influenzerà notevolmente l’esito di una possibile relazione. La bellezza fisica è importante in ogni tipo di relazione più di quanto possiamo immaginare: le persone belle hanno più amici, più occasioni di divertimento e una maggiore attività sessuale. Hanno anche più opportunità lavorative perché vi è la tendenza a credere che le persone belle, oltre ad essere buone, abbiano anche qualità superiori.
Su come intendere la bellezza è piuttosto difficile e discutibile perché entrano in gioco molti fattori psicologici, culturali, la moda e anche le leggi della genetica.
Ognuno ha i propri gusti, è vero, e le mode le fanno cambiare, ma se guardiamo l’attrazione dalla prospettiva evoluzionistica, che è incisa nel nostro DNA, quello che conta per ogni essere vivente è la riproduzione genetica, e l’essere umano non è esente da questa forza della natura. Gli uomini sarebbero attratti dunque da donne con alto potere riproduttivo per aumentare la sicurezza della paternità, mentre le donne andrebbero alla ricerca di uomini che possano assicurare protezione e presenza di risorse per occuparsi della crescita dei figli. Gli ormoni maschili e femminili sarebbero il motore di questa ricerca.
Alti livelli di testosterone  rendono l’uomo socialmente dominante, anche fisicamente: spalle larghe e vita stretta ne sono le caratteristiche. Le donne con alti livelli di estrogeno tendono ad essere particolarmente fertili: il corpo femminile appare attraente quando le forme esaltano il seno ed i fianchi con misure proporzionate con forma “a clessidra”.
Infine le donne più giovani sono naturalmente più fertili (secondo culture antiche la ragazza viene data in moglie subito dopo essere diventata fertile). Gli uomini maturi, al contrario, avrebbero più risorse e più capacità di allevare i figli. Non è un caso che molti studi abbiano dimostrato che mentre gli uomini preferiscono le donne giovani (il che appare ovvio), le donne preferiscono gli uomini più maturi.

Terza legge dell’attrazione: i fattori psicologici

fattori psicologiciContro la natura non si può andare, tuttavia se l’occasione di incontro è il primo motore e gli attributi fisici sono quelli che indirizzano la nostra attrazione, è altrettanto vero che dopo questi due momenti meno consapevoli di scelta, subentra la nostra volontà che cerca di andare oltre le apparenze (o meglio così dovrebbe andare, visto quanti errori si fanno nella scelta del partner per la vita!).
Qui entrano in gioco veramente tantissimi i fattori: personalità, valori, qualità, status sociale, cultura… Quasi tutti preferiscono partner intelligenti, che sanno ridere e fare ridere, sensibili ma sicuri di sé, appassionati ma amorevoli, attenti ma mai ossessivi.
Le donne prediligono uomini che mettono in risalto la competitività sociale, l’ambizione a raggiungere il successo e in grado di assicurare una vita agiata e protetta. Gli uomini, invece, ripongono maggiore interesse nell’aspetto fisico, nel sex appeal e nella giovinezza della propria partner anche perché l’avvenenza della propria donna appare come segno di prestigio e potenza con conseguenze importanti nello status sociale di un uomo.
E tutto questo avviene all’interno di un ventaglio di persone che hanno tutti la medesima caratteristica: sono simili a noi! Finiamo per scegliere persone simili a noi per appartenenza socioeconomica, livello di istruzione, contesto religioso ed etnico, ed anche per personalità. Perché l’essere simili ci rassicura: avremo le stesse idee nel modo di concepire l’educazione dei figli, di gestire la famiglia, di investire il denaro…

partner idealeLa scelta del partner ideale

E così siamo arrivati al momento della scelta. Abbiamo visto come contano i fattori biologici e quelli culturali, le qualità  personali e le caratteristiche psicologiche e sociali. Certamente il mondo che si evolve contribuisce a cambiare e a volte e a stravolgere i rapporti tra i sessi. L’emancipazione femminile, i progressi in campo riproduttivo con il controllo del concepimento ha sicuramente modificato l’approccio sessuale delle persone liberandole da certi schemi e tabù.
A volte, il vissuto personale può fare virare le nostre preferenze verso un tipo particolare di persona non perché la consideriamo la scelta migliore ma perché vogliamo inconsciamente riprodurre schemi sociali che abbiamo conosciuto o di cui siamo stati privati nell’infanzia. Oppure attraversiamo periodi in cui siamo particolarmente deboli e fragili e ci lasciamo inconsapevolmente attrarre da chi ci appare forte e protettivo per scoprire solo dopo che abbiamo sbagliato persona… e altri infiniti schemi mentali che si sono formati nel nostro inconscio e  condizionano continuamente le nostre scelte.
Nulla in definitiva è predeterminato anche se inevitabilmente sottomesso all’impronta lasciata dall’evoluzione. E così, alla fine, anche se nel nostro immaginario siamo portati a desiderare persone meravigliosamente attraenti, ecco che finiamo per abbassare l’asticella dei nostri desideri. Perché è vero che le persone estremamente perfette sembrano le più appetibili, ma a volte, a frequentarle risultano essere perfettamente noiose. Meglio dunque persone come noi, magari con qualche difetto in più ma tanti pregi nascosti che solo chi ama ha saputo riconoscere!

Saverio Schirò

Fonti  D.L. SCHACTER, D.T. GILBERT, D.M. WEGNER, La psicologia sociale, in Psicologia Generale, pgg  445-449, Cambridge, 2007
A. TARTARINI, R. CARBONE, Le basi evolutive della psicologia dell’accoppiamento umano, Alla ricerca del partner sessuale, in Psicologia contemporanea, 204, nov-dic 2007

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