lunedì, 6, Luglio, 2020

Le congiuntiviti allergiche

Le patologie allergiche sono in continuo aumento nei paesi industrializzati: circa quattro soggetti su dieci ne sono affetti. Il meccanismo fisiopatologico che ne sta alla base è comune nelle diverse manifestazioni ed rappresentato dall'infiammazione che in questo modo può coinvolgere svariati organi. Quando sono gli occhi, siamo in presenza di una congiuntivite allergica.

Aggiornato al:

Autore:

Categoria:

Le congiuntiviti allergiche costituiscono un notevole problema, soprattutto in determinati periodi dove più facilmente si incontrano fattori allergeni come il polline.
I pazienti tendono a sottovalutare le manifestazioni allergiche affidandosi talvolta ad una terapia “fai da te” con risultati inutili quando addirittura non dannosi. Meglio non sottovalutare le manifestazioni allergiche rivolgendosi agli oculisti, nello specifico e agli allergologi in generale, per affrontare efficacemente il problema.

La congiuntiva è la membrana mucosa, sottile, trasparente che tappezza la superficie interna delle palpebre e quella anteriore del bulbo oculare congiungendole, da cui il nome. La congiuntiva palpebrale aderisce al tarso (struttura palpebrale sottostante); la congiuntiva bulbare è poco aderente; la congiuntiva dei fornici è abbondante in modo da permettere libertà ai movimenti del bulbo.
(fonte: http://alessandradimaria.it)

Esistono diverse forme di congiuntivite, quella stagionale (SAC), quella perenne (PAC), la cheratocongiuntivite primaverile (VKC), la cheratocongiuntivite atopica (AKC), la congiuntivite o blefarite da contatto e la congiuntivite gigantopapillare. Nel 90% dei casi si tratta comunque di forme stagionali.
La mucosa congiuntivale essendo ampiamente esposta all’ambiente esterno, può andare facilmente incontro a un processo di sensibilizzazione nei confronti di aeroallergeni, come ad esempio pollini, acari e derivati epidermici. I sintomi classici sono il prurito, bruciore, lacrimazione, fastidio in presenza di luce, senso di corpo estraneo, in base alla gravità della flogosi. All’esame oculistico, si potrà evidenziare un’iperemia (aumento della pressione del sangue) della congiuntiva, edema della palpebra a volte con un rigonfiamento 
nella porzione superiore della congiuntiva causato dall’accumulo di liquido (chemosi congiuntivale), lesioni tondeggianti e biancastre denominate noduli di Trantas e altri segni comunemente riscontrabili nei pazienti con congiuntivite allergica. Nei casi più gravi possono essere riscontrati altri segni come infiltrati gelatinosi, ulcerazioni e altro ancora.

I pazienti allergici oltre alla sensibilità a determinati allergeni, mostrano spesso anche un’iperreattività aspecifica verso stimoli esterni come vento, polvere, sole, etc. Infatti  presentano spesso un certo livello di arrossamento persistente anche nei periodi di benessere. Per questo la congiuntivite allergica deve essere diagnosticata dall’oculista e curata in collaborazione con l’allergologo, per determinarne le cause scatenanti e la terapia più idonea. 
Gli occhi sono organi piuttosto delicati e nella fase acuta, la terapia deve essere impostata passo-passo, sotto la guida dell’oculista. iniziando con lubrificanti, poi stabilizzatori di membrana, antistaminici ed eventualmente steroidi. Spesso, invece, i pazienti giungono all’osservazione dell’oculista solo dopo svariati tentativi “fai da tè”, con l’uso indiscriminato di vasocostrittori che non agiscono sulla infiammazione e che possono causare ulteriore sensibilizzazione e congestione peggiorando il quadro clinico. O peggio ancora facendo uso improprio di associazioni cortisone-antibiotico con conseguenze cliniche a volte non indifferenti.

Saverio Schirò

Fonte Dott. Alessandro Ferranti, La congiuntivite, in http.nellattesa.it

 

Se l'articolo ti è piaciuto, condividilo!

Rimani sempre aggiornato, seguici...

306FansMi piace
Saverio Schirò
Saverio Schirò
Infermiere esperto in Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione, curatore del Sito.

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento
Scrivi il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ti potrebbero interessare...

Come fare le punture intramuscolari?

La puntura intramuscolare, un brutto ricordo Chi di noi non le ha mai subite? Specie da bambini, quando correvamo intorno al tavolo e la mamma,...

Vivere con la sindrome di Brugada

Se hai avuto diagnosticata la sindrome di Brugada o si sospetta che tu o un tuo familiare la abbia, capisco che sarai nella confusione...

Il Fisioterapista: sappiamo chi è?

“Sei un fisioterapista?! …mi faresti un bel massaggino alla schiena?” Alla luce di quanto scritto, molti uomini palermitani gonfierebbero il petto e spaccerebbero se stessi ...

Insufficienza venosa: impariamo a conoscerla e a prevenirla

Gli alleati della circolazione venosa Il nostro corpo possiede dei sofisticati sistemi di “pompaggio” che aiutano e consentono il ritorno del sangue proveniente dalle gambe...

Infezione da funghi alle unghia (onicomicosi): come riconoscerla e come curarla

Come si riconosce una onicomicosi L’onicomicosi è un’infezione da funghi che può riguardare una o più unghie. A volte comincia con una macchia bianca o...

Pilates, molto più di una ginnastica

Che cos’è il Pilates Il metodo Pilates è una forma particolare di ginnastica che mira ad ottenere una armonia e fluidità nei movimenti e ad assumere...

Ablazione transcatetere (ATC)

L'ablazione transcatetere, chiamata ATC, è una procedura che si mette in atto per eliminare definitivamente numerose aritmie cardiache che oltre a costringere chi ne...

Dolore addominale: che fare?

Perché avviene il dolore addominale?  Il dolore può venire direttamente da un organo interno  (dolore viscerale puro), diffondersi a distanza (dolore riferito viscero-parietale) o infine...