mercoledì, 23, Ottobre, 2019

La sigaretta elettronica fa male?

“Io non fumo, svapo” recita lo slogan dei sempre più numerosi utilizzatori della e-cig, ossia la sigaretta elettronica. Chi le produce e chi le vende assicura che sono assolutamente sicure, ma è vero?

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La sigaretta elettronica è concepita solo per “fare fumo” ingannando la percezione dei fumatori, ops  scusate degli svapatori, così si definiscono gli utilizzatori. In realtà, nel liquido all’interno della e-cig spesso è contenuta una certa quantità di nicotina (in genere, tra 6 e 20 mg), in una miscela composta da acqua ed altre sostanze aromatizzanti.

Perché la sigaretta elettronica?

Questo strumento elettronico è nato per aiutare chi vuole smettere di fumare e non riesce. L’origine commerciale è avvenuta in Cina nel 2003 e si è diffuso in Europa dal 2006. Nel 2016 si calcolava che in Italia veniva adoperata da almeno 2 milioni di utenti (fonte, Istituto Superiore di Sanità), ma ad occhio e croce pare che questi numeri siano in diminuzione e adesso si vedono altri presidi alternativi che mirano a ridurre l’impatto negativo sulla salute del fumo di sigaretta. Se poi davvero queste strategie siano riuscite nell’intento di far smettere di fumare non sappiamo, perché mancano dati e studi scientifici su larga scala. Vedremo.

Fa male il vapore generato dalla sigaretta elettronica?

Sembra proprio di no. I dati finora raccolti sembrano essere positivi, nel senso che rispetto al fumo di sigaretta, pipa o altro: venendo a mancare tutte le componenti potenzialmente nocive contenute nel fumo di tabacco, i rischi per la salute si ridurrebbero del 99%, secondo uno studio presentato in Gran Bretagna nel 2017 (www.sigmagazine.it) .

Il problema è che non si è matematicamente certi che l’uso continuo e prolungato di questo strumento, alla lunga non produca effetti negativi sulla salute. I produttori assicurano che è sicura, si aspira il vapore che viene prodotto dal riscaldamento (atomizzazione) del liquido contenuto dentro la cartuccia: se questo liquido è sicuro (contiene solo quello che viene dichiarato, cioè sostanze assolutamente inerti, più, se si desidera, una percentuale di nicotina) allora tutto bene. Se invece queste cartucce sono prodotte, diciamo qua  e là (ne sappiamo qualcosa di altri prodotti alimentari) allora la cosa cambia aspetto.

Quando mettiamo questa cannuccia in bocca cosa stiamo svapando?

Certamente il fumo di sigaretta fa male (dicono che nella sigaretta tradizionale, oltre alla nicotina, sarebbero contenute altre 5000 sostanze potenzialmente pericolose! Ma come fanno  a starci tutte dentro? 5000!), dunque sarebbe meglio smettere di fumare, e su questo non c’è alcun dubbio!
Queste sostanze non sono contenute nella e-cig!
Le sigarette elettroniche, come dicevamo, funzionano portando ad evaporazione il contenuto della cartuccia, ovvero una soluzione contenente acqua, glicole propilenico (un additivo alimentare), glicerolo (additivo alimentare) e una serie di differenti aromi che vanno da quelli che ricordano vagamente il “sapore” del tabacco, ad altri per tutti i gusti. Per chi deve disassuefarsi dalla dipendenza da nicotina, è possibile acquistare cartucce con differenti contenuti di nicotina in modo da diminuirne il contenuto mano a mano.

Limiti e interrogativi sull’uso della sigaretta elettronica

Alla luce di queste premesse, sembrerebbe certificata l’innocuità di questo strumento, tuttavia alcune perplessità rimangono.
Il primo lo abbiamo già sollevato, e riguarda il reale contenuto delle cartucce, nel senso della provenienza sicura e certificata. Altro problema e non secondario: la sigaretta elettronica sembra stia diventando una moda e questo non va bene. Lo denunciano indagini operate a livello internazionale che indicherebbero che l’uso delle e-cig potrebbe coinvolgere numerosi adolescenti a causa dell’uso operato da celebrità e personaggi della moda rischiando di fare aumentare il numero di fumatori attirati dall’apparente sicurezza garantita. A passare da lì al fumo vero e proprio il passaggio è breve. Anche perché, dietro gli apparenti proclami e le immagini sconvolgenti impresse nei pacchetti di sigarette, sembra che la campagna contro il fumo sia in forte ribasso. Si vedono molti più giovani dedicarsi al fumo e non mi stupisce se fate caso che non c’è film in cui qualcuno degli attori non abbia una sigaretta in bocca: sembra essere tornati agli anni 60!

Cosa concludere?

Come al solito c’è una gran confusione: chi dice sì, e chi dice no.
Se aiuta a smettere di fumare, io dico sì, se invece diventa una alternativa al fumo di sigaretta, perché si risparmia, perché fa meno male, perché…  In questo caso direi no, alla sigaretta elettronica.
“Io non fumo, svapo” viene recitato con una punta di orgoglio, anche se troppo spesso vedo “svapare” persone con un aspetto un po’ patetico e un po’ dimesso, come se fosse una colpa non riuscire a smettere di fumare deviando su questo surrogato. Lo stesso con questi nuovi dispositivi che vengono proposti e pubblicizzati per ridurre i rischi del fumo.
Da parte mia, penso che bisognerebbe prendere una decisione da uomini veri! E se proprio non riuscite a smettere di fumare, almeno riducete drasticamente il numero di sigarette ad un massimo di 2, 3 al giorno. Me ne “svampo” una e basta (una volta si diceva così, dalle nostre parti), ma che sia una vera sigaretta. Altrimenti sarà come quel tipo della barzelletta che fa l’amore solo una volta all’anno e quando è il suo turno, invece di una donna vera si deve accontentare di una bambola gonfiabile.
                                                                                                                                    Saverio Schirò 

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Saverio Schirò
Saverio Schirò
Infermiere esperto in Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione, curatore del Sito.

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