domenica, 19, Gennaio, 2020

La mela chiodata, un rimedio naturale contro la carenza di ferro

Senso di stanchezza, debolezza inspiegabile, fragilità delle unghie, perdita di capelli, sono alcuni sintomi della carenza di ferro. Vanno scoperte le ragioni del problema, ma se si tratta di un problema lieve potremo ricorrere ad un rimedio naturale.

Aggiornato al:

Autore:

Categoria:

Sono molte le persone che per ragioni diverse soffrono di carenza di ferro. I sintomi più classici sono il senso di stanchezza, debolezza, pallore, mal di testa ricorrenti, perdita di capelli e altre manifestazioni più serie se la carenza è grave. Nei casi importanti bisogna ricorrere assolutamente al medico e a specifiche terapie integrative. Tuttavia nei casi meno gravi o in quelle forme lievi o croniche i rimedi naturali sarebbero da preferire. La dieta innanzitutto, con cibi ricchi di ferro come carne rossa, carne di maiale, verdure a foglia verde, frutta secca, pollo, frutti di mare, fagioli… magari integrandola con una mela in cui abbiamo conficcato dei chiodi.

Una mela piena di chiodi?

Detta così sembra uno scherzo, tuttavia si tratta di un metodo piuttosto consolidato da secoli di esperienza. Il principio è semplicissimo: i chiodi di ferro conficcati nella polpa della mela, vengono degradati dagli acidi del frutto e assorbiti dalla polpa. In questo modo il minerale verrebbe reso disponibile mangiando la mela o bevendo il suo succo. Fra l’altro considerando che il ferro a livello intestinale ha bisogno di vitamina C per essere assorbito, grazie alla mela è reso facilmente assimilabile.

Non ci credete? Nemmeno io, prima di aver constatato che il succo di mela chiodata viene prodotto da aziende farmaceutiche. E che questo rimedio naturale sia consigliato da dietologi e nutrizionisti. Poi, provare non costa nulla. Ovviamente, lo ricordo ancora, nei casi di lieve carenza o quando si vogliono evitare gli effetti collaterali del ferro assunto in forma farmacologica.

Come si prepara la mela chiodata

Occorrono circa 8 grossi chiodi di ferro non zincati. Assicuratevi che siano chiodi di ferro e non contengano altri minerali o leghe. Sterilizzate i chiodi per almeno mezz’ora in acqua bollente e poi conficcateli in una mela ben lavata, di qualsiasi varietà. A questo punto conservatela in frigorifero. Dopo 24 o 48 ore parte del ferro contenuto nei chiodi sarà stato assorbito dalla mela che assumerà quell’aspetto tipico ossidato, quindi scuro. A questo punto la mela potrà essere mangiata tutta intera, ovviamente senza chiodi! questi potranno essere usati immediatamente per la mela successiva.  

Quante mele chiodate si possono mangiare?

Una al giorno, una alla settimana, una al mese? Tutto dipende dalla carenza di ferro di cui si soffre. Per questo è bene controllare il valore attraverso una analisi del sangue. Per quanto il metodo sia semplice la quantità di ferro assorbita potrebbe sottoporci ad un eccesso. Dunque fate attenzione. 

Vantaggi e controindicazioni

I vantaggi sono da riconoscere nella “naturalezza” del metodo. Fra l’altro non induce stitichezza, non è sgradevole nel sapore e per questo è ideale per le donne in gravidanza, i bambini che possono assumerla anche in succo, frullata o grattugiata.  In più, il frutto contribuisce all’apporto di vitamine e sali minerali senza bisogno di ricorrere ad integratori farmacologici.
Le controindicazioni si riferiscono ad un eccesso di ferro assimilato, ma è piuttosto difficile. Più probabile il rischio che i chiodi utilizzati non siano di ferro puro ma contaminati da altri minerali come lo zinco, il nichel, cadmio o cromo.

Saverio Schirò
Infermiere – Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione
Cardiologia – ARNAS – Ospedale Civico – Palermo

Se l'articolo ti è piaciuto, condividilo!

Rimani sempre aggiornato, seguici...

301FansMi piace
Saverio Schirò
Saverio Schirò
Infermiere esperto in Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione, curatore del Sito.

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento
Scrivi il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ti potrebbero interessare...

Rischi durante l’impianto di un pacemaker o defibrillatore

Trattandosi di un intervento chirurgico, anche l’impianto di un pacemaker o di un defibrillatore comporta alcuni rischi. Sono molto rari e quasi tutti si...

Tatuaggi e Risonanza Magnetica: si può?

Farsi tatuare è ormai diventata una moda consolidata: basta vedere i calciatori che sono praticamente “mappati” in tutte le parti scoperte del loro corpo....

Pacemaker, Defibrillatori e interferenze

Fare particolare attenzione all'impianto elettrico e alle prese elettriche domestiche, soprattutto per i portatori di defibrillatore. Se non c'è un'adeguata messa a terra, gli...

La sostituzione di pacemaker o defibrillatore

I pacemaker e i defibrillatori sono piccoli dispositivi capaci di generare impulsi elettrici tramite un piccolo computer installato al suo interno, alimentato da una batteria...

Ablazione transcatetere (ATC)

L'ablazione transcatetere, chiamata ATC, è una procedura che si mette in atto per eliminare definitivamente numerose aritmie cardiache che oltre a costringere chi ne...

La sigaretta elettronica fa male?

La sigaretta elettronica è concepita solo per “fare fumo” ingannando la percezione dei fumatori, ops  scusate degli svapatori, così si definiscono gli utilizzatori. In...

Salute e benessere, tra informazione e disinformazione: a chi credere?

Mia suocera ogni tanto mi informa allarmata: “Hai sentito? Quel prodotto è cancerogeno” oppure "Quel cibo fa abbassare il colesterolo” o ancora che "bere...

Insufficienza venosa: impariamo a conoscerla e a prevenirla

Gli alleati della circolazione venosa Il nostro corpo possiede dei sofisticati sistemi di “pompaggio” che aiutano e consentono il ritorno del sangue proveniente dalle gambe...