domenica, 19, Gennaio, 2020

La comunicazione nella coppia

Comunicare vuol dire trasferire dall’uno all’altra, informazioni, emozioni, bisogni, disagi, idee, valori. Il silenzio che regna in una coppia, le parole non dette, gli sguardi bassi comunicano anche esse tanto. Una storia vera che diventa esemplare.

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Lui e lei, seduti a tavola, TV a tutto volume. Cellulare che invia trilli di messaggi. Lui con il viso stanco e teso da stress di lavoro, lei stanca e ancora con il pensiero del bucato da ritirare, o da stirare, o della spesa da fare. Stanno seduti l’uno di fronte all’altra, senza guardarsi negli occhi. Lui mangia, anzi divora, lei assaggia appena e si chiede se il sugo è venuto buono, se lui lo gradisce. Osa chiedere: “tutto bene? Come è andata oggi?” E lui con tono duro: “così, solite cose, nulla di nuovo”.
Lei: “possibile che non mi racconti mai nulla di nuovo, sei il solito orso!” Lui: “possibile che devi rompere sempre? Nemmeno a tavola si sta tranquilli?”.
Ecco un esempio di cattiva comunicazione di coppia. Solo uno dei tanti. La coppia comunica male, e litiga.
Solo tre anni prima erano felicissimi di convolare a nozze e di mettere su casa; di vivere soli, lontani dalla famiglia di lei, lontani dalle cure della suocera. Sognavano di avere un figlio, magari due, di dormire insieme tutte le notti. Di fare l’amore a tutte le ore della giornata. Sognavano la libertà di fare ciò che desideravano, di sentirsi finalmente autonomi. Lui 27 anni, lei 23, e tanti sogni nel cassetto, tanto entusiasmo.
Adesso eccoli, alle prese con difficoltà economiche, alle prese con le tante delusioni: il figlio che non arriva, la suocera che rompe ancora, la mamma che non smette di dare consigli e di dire come si fa il sugo. Tre anni sono davvero pochi eppure lui mi dice: “se avessi saputo non mi sposavo, era meglio prima, adesso mi sento oppresso e vorrei separarmi ma non ho il coraggio di abbandonarla, mi fa pena e non voglio che soffra”.
Lei, neanche riesce a parlare e piange a dirotto. Questi due ragazzi hanno un mondo di cose da dirsi, vivono ansie e preoccupazioni, hanno desideri e progetti, ma accade che non appena riescono a trovare il coraggio di iniziare un discorso, litigano, gridano e piangono. Qualche volta fanno l’amore e trovano un po’ di pace… piccola tregua.
Al mio cospetto abbiamo individuato i conflitti alla base della loro relazione, gli errori commessi e i sentimenti che provano, tuttavia essi non riescono a comunicare. Non sanno esprimersi e rischiano di gettare in una profonda angoscia il loro amore.
Non è affatto raro che ciò accada, anzi la cattiva comunicazione è il preludio alla crisi di coppia e alla fine di un amore.
Comunicare vuol dire trasferire dall’uno all’altra, informazioni, emozioni, bisogni, disagi, idee, valori. Il silenzio che regna in una coppia, le parole non dette, gli sguardi bassi comunicano anche esse tanto. La NON comunicazione non esiste, qualsiasi comportamento anche di immobilità assoluta comunica qualcosa. La coppia che a tavola non si guarda negli occhi e ascolta la TV o guarda nel cellulare, sta comunicando che non ha interesse o che non vuole il confronto. Non vuole affrontare un qualche disagio, un qualche imbarazzo o sta comunicando noia, rabbia, delusione. La comunicazione verbale impatta pochissimo rispetto alla comunicazione non verbale e alla metacomunicazione.
In sostanza non è importante quello che si dice, ma come si dice: il tono, il timbro di voce, l’atteggiamento usato. È questo che passa al ricevente e scatena reazioni e risposte.
La domanda da porre è: “Caro, mi piacerebbe sapere come hai trascorso la giornata, vorrei capire se sei abbastanza stanco così che io possa fare qualcosa per alleviare le tue fatiche”. Con tale approccio si entra nel mondo dell’altro mostrando vivo interesse, mostrando che si ha a cuore lo stato emotivo e psicologico dell’altro e non interesse a frugare per controllare e per indagare.
La risposta da dare è: “la mia giornata è stata noiosa, ho fatto questo… o quello, e in sostanza non è accaduto nulla di interessante per me”.
Cercare di rendere partecipe l’altro anche delle noie, delle monotonie, del senso di delusione fa sì che si renda partecipi del proprio stato d’animo, che si coinvolga anche in stati emotivi non proprio edificanti. Ma così facendo, la compagna diventa più disponibile a un ascolto empatico e non esprime giudizi della serie: “sei il solito orso”. Piuttosto dimostra il suo dispiacere e magari la sua disponibilità a rendere la giornata meno pesante e noiosa facendo qualcosa di interessante.
Invece l’atteggiamento scontroso di lui preclude ogni possibile dialogo e anzi suscita il senso di colpa in lei che così si sente inadeguata e colpevole della noiosa e stanca giornata del compagno, sconfinando in uno stato di angoscia che la piangere a dirotto.
Solo un piccolo esempio per farci capire che comunicare bene in coppia significa anzitutto necessità e desiderio di condividere stati d’animo. Desiderio di partecipazione, di coinvolgere l’uno nei progetti e nelle intenzioni dell’altro, di condividere paure, preoccupazioni, in un intento di aiuto, di appoggio, di affiancamento costante.
Secondo punto: comunicare non è giudicare, non è accusare né criticare. Esprimere giudizi poco carini implica svalutare l’altro, svilirlo, vuotarlo di autenticità. Oggi posso essere un po’ orso, domani non è detto che io non possa essere un cagnolino dolce. Ma se tu mi etichetti come orso io mi sento orso sempre, e tu non avrai mai da me una coccola di cagnolino. Dunque mai esprimere giudizi e mai mettere etichette.
Terzo punto: focalizzare il discorso e l’attenzione sul conflitto, sul problema, mai sulla persona: piuttosto che dire che “sei una che rompe” è più costruttivo dire che a tavola preferisci non parlare del lavoro ma hai necessità di restare in silenzio perché questo ti serve per recuperare energie. Aggiungendo che magari dopo la cena ti parlo del lavoro. In questo modo si è risolto il problema senza offendere nessuno ed anzi esplicitando un proprio bisogno.
Imparare a comunicare in modo sano è un allenamento cui vale la pena sottoporsi, in quanto implica la possibilità di scambiare e di trasmettere pensieri, emozioni, desideri, attenzioni all’altro, tutti ingredienti necessari per una sana relazione di coppia.

Ricapitolando: desiderio di condivisione, no giudizio, affrontare il conflitto sono i primi tre punti importanti per una corretta comunicazione di coppia su cui bisogna impegnarsi. Senza escludere naturalmente il rispetto, l’empatia, il desiderio di accoglienza, di ascolto, di far stare bene l’altro, punti fondamentali per stare bene con noi stessi e per trovare armonia di coppia.
Tea Fabiana

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Tea Fabiana
Tea Fabiana
Psicoterapeuta. Esercita nella zona di Napoli. Per consulenze scrivere a teafabiana73@gmail.com IMPORTANTE!: I contenuti dell'articolo hanno uno scopo esclusivamente informativo e non sostituiscono in alcun modo l’intervento o l’opinione del medico o la sua diagnosi in relazione a casi concreti. Conseguentemente si consiglia in ogni caso di contattare il medico di fiducia.

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