martedì, 19, Ottobre, 2021

Insufficienza venosa: impariamo a conoscerla e a prevenirla

Gambe stanche, gonfie, doloranti e pesanti: queste sono principalmente le sensazioni avvertite a fine giornata da chi soffre di disturbi venosi. Questa condizione, nota più precisamente come “insufficienza venosa”, è caratterizzata da un inadeguato ritorno del sangue, proveniente dagli arti inferiori, al cuore. Imparando a conoscere i meccanismi responsabili della sua insorgenza, possiamo tranquillamente fare una adeguata prevenzione.

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Gli alleati della circolazione venosa

Il nostro corpo possiede dei sofisticati sistemi di “pompaggio” che aiutano e consentono il ritorno del sangue proveniente dalle gambe verso il cuore, rappresentati da:

  • la pianta del piede: l’appoggio del piede sul terreno favorisce la circolazione sanguigna. Ecco perchè è opportuno prestare attenzione al nostro modo di camminare. Ricordiamoci infatti che aiuteremo il flusso sanguigno se, camminando, poggiamo per prima il tallone e successivamente la restante parte del plantare. Molti infatti, quasi in maniera inconscia, camminano principalmente poggiando il metatarso ovvero la porzione anteriore del piede. Questo non solo contribuisce negativamente sulla circolazione, ma anche sulla stessa colonna vertebrale.
  • le valvole venose: conosciute anche come valevole semilunari o a nido di rondine, per la loro caratteristica forma, rappresentano un meccanismo sofisticato che favorisce l’unidirezionalità del flusso sanguigno. Impediscono che il sangue, a causa dell’azione della forza di gravità, possa ritornare in dietro e quindi che si verifichi una inversione del flusso.
  • La contrazione muscolare: grazie alla contrazione muscolare e, in particolare, quella a livello del polpaccio, le vene vengono compresse dando così al sangue una ulteriore spinta verso il cuore.
    Risulta quindi che questi tre alleati della circolazione sono esclusivamente dipendenti dal movimento. Questo non vuol dire necessariamente trascorrere ore di allenamento massacrante in palestra, basterebbero almeno 20 minuti quotidiani di camminata a ritmo sostenuto e l’utilizzo delle scale al posto dell’ascensore per ottenere i benefici voluti.

Fattori predisponenti

Sesso: fino ai 50 anni circa sono le donne a essere maggiormente a rischio. Al di sopra di questa età, studi hanno dimostrato che entrambi i sessi hanno la stessa probabilità di soffrire di questo disturbo.

Gravidanza: In questo particolare momento della vita di una donna, a causa dell’aumento del peso, della formazione e sviluppo del feto e l’azione degli ormoni, il sistema venoso è messo a dura prova. In genere, si è visto che la formazione di varici durante la prima gravidanza si risolve dopo il parto.

Età: con l’avanzare dell’età si verifica anche l’invecchiamento dei tessuti, tra i quali anche quelli che costituiscono le pareti venose che tendono gradualmente a perdere la loro elasticità. Tale condizione si ripercuote negativamente sulla perdita di funzionalità delle stesse valvole venose.

Ereditarietà: anche il nostro patrimonio genetico determina sia la struttura dei nostri vasi che il numero delle valvole.

Ormoni: variazioni ormonali dovute sia alla variazione della nostra fisiologia, sia dalla presenza di alcune patologie, sia l’assunzione della pillola anticoncezionale, possono favorire la formazione di varici o addirittura causarne il peggioramento.

Fumo: l’abitudine al fumo è responsabile della formazione dei pericolosi radicali liberi che minano la componente elastica e proteica dei vasi.

Obesità: l’aumento del peso così come l’accumulo di colesterolo lungo il lume dei vasi ostacolano gravemente il normale flusso sanguigno determinando inevitabilmente anche un maggiore sforzo da parte del cuore per consentire il movimento del sangue.

Stile vita: l’attività lavorativa che porta a trascorre parecchie ore in piedi (come nel caso dei commessi e parrucchieri) o seduti (come nel caso degli impiegati) favoriscono senza dubbio la formazione o l’aggravamento dei disturbi di carattere circolatorio.

Prevenzione

Oltre al corretto movimento e al mantenimento del giusto peso, così come abbiamo già accennato, possiamo fare qualcosa in più per aiutare la nostra circolazione.
Imbandiamo la nostra tavola di antiossidanti. I flavonoidi, in particolare, responsabili della colorazione che va dall’arancione al viola di frutta (prugne, uva, meloni, frutti di bosco, arance), verdura e ortaggi (cipolla rossa, melanzane, cavolo cappuccio ecc), ma anche te verde e vino rosso, contribuiscono positivamente al mantenimento dell’impalcatura ed elasticità della parete dei vasi sanguigni. Inoltre, contrastano in maniera efficace l’azione dannosa dei radicali liberi.
I flavonoidi quindi rappresentano contemporaneamente la prevenzione e la cura per il nostro sistema circolatorio.
Non sottovalutiamo anche di effettuare una corretta idratazione che consente un adeguato drenaggio dei tessuti e l’eliminazione delle sostanze tossiche che si possono accumulare anche lungo le pareti dei vasi.
Badiamo all’uso del sale per condire i cibi: il sale infatti aumenta la ritenzione idrica, favorisce la formazione di edemi e l’aumento della pressione sanguigna. Tutti questi fattori incidono anch’essi negativamente sul flusso sanguigno. Diamo invece precedenza alle erbe aromatiche ed alle spezie, fonte anch’esse di antiossidanti e di minerali.

Dott.ssa Valentina Schirò Biologo Nutrizionista
Specialista in scienza dell’Alimentazione
www.gruppopalermomedica.blogspot.it

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Valentina Schiro
Valentina Schiro
Biologa Nutrizionista. Specialista in Scienza dell’Alimentazione.

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