venerdì, 14, Agosto, 2020

Influenza: conoscerla per curarla presto e bene

Senso di spossatezza, testa pesante e occhi lucidi, sintomi accompagnati da un senso di dolenzia diffuso, a volte mal di gola, sono i preludi di una influenza che ormai ci ha raggiunto. In breve, brividi scuotenti faranno innalzare la temperatura improvvisamente al di sopra dei 38°. A questo punto non c'è nulla di meglio da fare che mettersi a letto e intraprendere degli importanti accorgimenti per limitare le sofferenze e prevenire le complicazioni.

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Cosa è l’influenza?

L’influenza è una affezione delle vie respiratorie alte, causata dal Virus Influenzale. La caratteristica iniziale è la febbre alta (oltre i 38°), che comunque si risolve in pochi giorni. E poi una serie di sintomi: respiratori (tosse, muco e dispnea), dolori muscolari, affaticamento e debolezza che possono perdurare anche fino a 2-3 settimane.
Ogni anno, dal 10 al 20% della popolazione occidentale si ammala di questo virus, normalmente nei mesi che vanno da dicembre a marzo. La causa di questo reiterarsi di queste epidemie, è dovuta alla estrema variabilità del Virus (Tipo A, B, C e vari sottotipi) che rende vana la normale immunizzazione che dovrebbe conseguire dopo avere contratto la malattia.
In casi per fortuna rarissimi, la mutazione virale avviene all’interno di un maiale dove si combinano un virus aviario ed uno umano generando un riassortimento del virus influenzale in maniera così radicale che il sistema immunitario non riconosce e la malattia si diffonde così tanto da infettare fino al 50% della popolazione umana con gravissime complicazioni (pandemia influenzale).

Le pandemie influenzali si verificano ad intervalli non prevedibili. Nel secolo scorso ne sono state registrate tre: la Spagnola nel 1918 che ha causato la morte di almeno 20 milioni di persone! Poi l’Asiatica, nel 1957 e quella di Hong Kong nel 1968.

Sintomi e diagnosi dell’Influenza

Il virus influenzale penetra nell’organismo attraverso le mucose delle vie aeree, ma anche attraverso gli occhi. Quando le temperature sono basse e si frequentano luoghi affollati. Il virus viene trasmesso da persone già infette, anche se ancora non mostrano i sintomi e anche 3 o 4 giorni dopo che i sintomi sono passati.
I classici sintomi dell’influenza sono dovuti in parte ai processi infiammatori causati dallo stesso virus alle mucose, ma anche alla produzione di interferone da parte dell’organismo che in questo modo combatte il diffondersi della malattia. In casi rari, una infezione batterica può sovrapporsi all’influenza vera e propria e così generare altre affezioni secondarie delle vie aeree, compresa la polmonite batterica o virale che può essere molto grave per soggetti anziani o con difese immunitarie depresse.
La diagnosi di influenza, solitamente la si fa solo basandosi sui sintomi e la certezza si può ottenere solo mediante una diagnosi virologica diretta attraverso la ricerca dell’antigene specifico o del genoma del virus.

Le cure: ai primi sintomi, innanzitutto riposare

In caso di influenza il riposo è la migliore medicina. Meglio se a letto, specialmente all’inizio dei sintomi. Il riposo lascia fare all’organismo la sua parte nel contrastare il diffondersi dei virus. Così il riposo fa risparmiare energie, concentrandosi sulla produzione degli anticorpi necessari per combattere i virus e guarire presto e bene.
Per alcuni giorni (dai tre a sette) tutto ciò che occorre fare è restare tranquillamente a casa, in un ambiente confortevole, ma non troppo caldo; affaticarsi il meno possibile; mangiare cibi sani e leggeri; bere molti liquidi, soprattutto se la febbre è alta e si suda molto; aumentare l’assunzione di vitamina C, attraverso tanta frutta fresca e integratori, senza dimenticare l’apporto di sali minerali.

Per i disturbi più fastidiosi, poche medicine

Per prima cosa ricordatevi che assumere antibiotici in caso di influenza è assolutamente inutile: non hanno alcun effetto sui virus. Per la febbre e il classico malessere generale si può assumere il paracetamolo, che è abbastanza sicuro, ma solo se la temperatura supera i 38,5°. Meglio evitare, se non in casi particolari e sempre su consiglio del medico curante, gli antiinfiammatori da banco come gli ASA (acido acetilsalicilico o i FANS) per possibili effetti collaterali soprattutto a livello gastrico.
Il consiglio spassionato è di evitare di fare “cure fai da te” ed affidarsi al proprio curante che di volta in volta adeguerà la corretta terapia ai singoli casi. Farmaci antivirali o copertura antibiotica per evitare rischi di complicanze nelle persone più deboli devono essere assolutamente prescritti dal medico!

La vaccinazione antiinfluenzale

Il modo migliore per prevenire, o per mitigare gli effetti dell’infezione influenzale è la vaccinazione. Non è obbligatoria ma è caldamente indicata e raccomandata per una serie di categorie di persone. Anziani e bambini dopo il 6° mese di vita; persone immunodepresse o adolescenti che per malattie croniche assumono terapia con aspirina. Poi, è consigliata a chi soffre di malattie respiratorie croniche e metaboliche (diabete, disfunzioni renali, fibrosi cistica) ed ovviamente agli operatori sanitari che assistono a queste persone.
Il periodo indicato per effettuare la vaccinazione è da novembre a dicembre e bisogna tenere presente che l’immunità perdura per circa 6-8 mesi ed in ogni caso, la vaccinazione va ripetuta tutti gli anni per via della mutazione del virus.
Attenzione a chi è allergico all’uovo: la vaccinazione è sconsigliata perché il vaccino viene preparato utilizzando appunto le proteine dell’uovo!

Saverio Schirò

Fonti: S. De Grazia, D. Ferraro, G. Giammanco, Microbiologia e microbiologia clinica per infermieri, Milano 2012
www.saperesalute.it: https://www.saperesalute.it/influenza-come-comportarsi-ai-primi-sintomi

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Saverio Schirò
Saverio Schirò
Infermiere esperto in Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione, curatore del Sito.

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