domenica, 11, Aprile, 2021

Controllo a distanza dei pacemaker e defibrillatori

Grazie allo sviluppo tecnologico, già da diversi anni, i pacemaker e i defibrillatori impiantati possono essere controllati a distanza (in remoto) senza che il paziente si muova da casa.

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La tecnologia dei pacemaker e defibrillatori negli anni ha avuto uno sviluppo incredibile. Le funzioni di questi dispositivi sono aumentate e migliorate notevolmente per cui è indispensabile sottoporli a controlli tecnici accurati. Il controllo si esegue in un ambulatorio dedicato con cadenza annuale, semestrale o più frequentemente (⇒ Controllo Pacemaker e defibrillatore). Da alcuni anni, lo stesso controllo può essere seguito a distanza (da remoto), cioè mentre il paziente è a casa. Vediamo come.

In cosa consiste il controllo remoto (a distanza)?

Al momento della dimissione, dopo l’impianto, o al primo controllo in ambulatorio, al paziente viene fornito gratuitamente un trasmettitore da tenere a casa collegato ad una presa elettrica, possibilmente in camera da letto. Ultimamente si vanno sviluppando tecnologie che collegano il dispositivo impiantato al cellulare del paziente tramite App dedicate in modo da facilitare la comunicazione. Questi dispositivi sono capaci di collegarsi al PM o ICD, leggere i dati ed i parametri di funzionamento ed inviarli automaticamente ad un sito web centralizzato al quale può accedere in maniera protetta lo staff clinico che ha in cura il paziente. In caso di malfunzionamenti, anomalie dei circuiti o il riscontro di modificazioni dello stato clinico del paziente, sarà il Centro stesso a chiamare il paziente e fornirgli delle indicazioni.

Come funziona il monitoraggio a distanza?

Praticamente tutti i defibrillatori impiantati e molti pacemaker sono in grado di collegarsi senza fili (wireless) al dispositivo capace di leggere i dati di programmazione: che sia il programmatore in ospedale o il trasmettitore a casa. Per i pacemaker senza tecnologia wireless, il collegamento deve essere ottenuto manualmente. Per questo è possibile il controllo remoto di questi dispositivi.
Così, a cadenze prefissate dallo staff sanitario (di norma ogni 3 o 4 mesi), dispositivo e trasmettitore entrano in collegamento ed avviene la trasmissione e l’invio dei dati. In più, in caso eventi particolari, malfunzionamenti, anomalie dei circuiti e altri allarmi programmati, avviene un invio automatico dell’allarme che può essere notificato allo staff sanitario tramite fax o mail. Questo consente di venire a conoscenza della anomalia molto prima del controllo tradizionale, a volte in tempi brevissimi, che mettono al sicuro il paziente.
Inoltre in caso di sintomi riconducibili al funzionamento del dispositivo pacemaker o defibrillatore, il paziente stesso o un parente, può inviare una trasmissione manuale dei dati e poi chiamare il Centro per verificare se qualcosa è accaduto.
Va comunque tenuto bene a mente che il Controllo Remoto non rappresenta un sistema per la gestione delle emergenze. Il Centro che è abilitato al controllo non conosce lo stato di salute del paziente in tempo reale ed in ogni caso nulla può fare, per cui in presenza di sintomi e malesseri che richiedono l’assistenza, occorre riferirsi al 118, al Pronto Soccorso o al medico di fiducia!

A cosa serve il controllo a distanza dei pacemaker e defibrillatori?

Una volta impiantato, un pacemaker o un defibrillatore ha bisogno di essere controllato periodicamente (controllo del PM e ICD). Deve essere verificata la carica della batteria, l’integrità dei circuiti, il corretto funzionamento, la programmazione ed eventuali episodi aritmici registrati dal dispositivo impiantato. Tutti parametri che assicurano col buon funzionamento una corretta terapia applicata al paziente. Perché in definitiva, attraverso il dispositivo impiantato è il paziente che viene “controllato”.
Questi controlli avvengono normalmente in ospedale, nell’ambulatorio dedicato, con cadenze che vanno dai 6 mesi all’anno, per intensificarsi in occasione di situazioni particolari, o quando si avvicina il momento della sostituzione del dispositivo per l’esaurimento della batteria.
Si capisce che aumentando di anno in anno il numero di impianti, si moltiplicano di conseguenza il numero di visite ambulatoriali, con disagio dei pazienti che devono recarsi più volte in ospedale e il carico di lavoro che diventa sempre più gravoso per il Centro.
Numerosi studi clinici hanno dimostrato che il monitoraggio remoto può ridurre il numero di controlli ambulatoriali tradizionali, senza compromettere la sicurezza del paziente. Inoltre il monitoraggio continuo permette di identificare situazioni a rischio molto precocemente e pertanto di intraprendere iniziative per porvi rimedio prima che degenerino in situazioni più gravi.

Chi può ricevere il trasmettitore per il controllo a distanza?

In teoria chiunque abbia avuto impiantato un defibrillatore o un pacemaker compatibile, potrebbe ricevere il trasmettitore ed essere controllato a distanza. In realtà non è così perché molto dipende dal Centro in cui avviene l’impianto. Da ospedale ad ospedale cambiano le strategie, per cui il controllo remoto in atto è assicurato secondo le scelte del Centro. In alcuni casi il trasmettitore viene proposto a tutti, in altri a determinate condizioni cliniche o geografiche (ad esempio a pazienti che vivono molto lontani dal Centro di controllo). In alcuni pochi ospedali, il Servizio non è ancora attivo.

Sistemi disponibili di monitoraggio a distanza

Le Aziende produttrici di pacemaker e defibrillatori che in atto prevedono un Sistema di monitoraggio a distanza sono:

BIOTRONIK Homemonitoring
BOSTON SCIENTIFIC Latitude NXT
MEDTRONIC Carelink
ABBOTT – S. JUDE MEDICAL Merlin@Home
SORIN GROUP – MICROPORT Smartview

Il Trasmettitore è fornito gratuitamente dall’Azienda produttrice, tuttavia in alcuni Centri può essere richiesto un modesto contributo annuo per il  Servizio di controllo a distanza.

Saverio Schirò

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Saverio Schirò
Saverio Schirò
Infermiere esperto in Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione, curatore del Sito.

20 Commenti

  1. Buongiorno, anche mia madre ha un lettore remoto Boston scientific, un mese fa mamma aveva dolori acuti al petto poi passavano, battiti alti100/120, era stanchissima . Pensavamo a malore passeggiero essendo tranquilli sul cuore perché il lettore era sempre verde , ci avevano avvisato che se c’era qualcosa che non andava nei battiti si sarebbe acceso una luce rossa e l’icona del medico. Invece dopo 5gg abbiamo chiamato 118 ,ricoverata e operata con angioplastica ….regolato poi pacemaker . Mi chiedo, dovevo trasmettere io i dati quando stava male?? Allora a cosa serve ? Solamente per evitare code e spostamenti alla paziente? Ma se non segnano queste situazioni cosa segnalano? La batteria scarica .
    Grazie
    Buona giornata

    • Buonasera Daniela. Spesso si verifica questo equivoco quando viene spiegato l’uso e il funzionamento del controllo Remoto.
      La prima cosa che viene sottolineata è che il trasmettitore non è un ausilio per pronto soccorso: i dati non vengono inviati necessariamente in tempo reale, molto spesso differito anche di giorni!
      Non c’è una persona dietro ad uno schermo che controlla minuto per minuto i dati dei tantissimi pazienti monitorati, sarebbe impossibile da gestire.
      Le anomalie che vengono registrate e poi trasmesse (gli Alert) riguardano solamente disfunzioni tecniche del dispositivo impiantato ed eventuali aritmie di una certa gravità: non avrebbe modo di individuare problemi alle coronarie come nel caso della mamma.
      Quindi viene chiaramente spiegato che in caso di malesseri si ricorre al Pronto Soccorso e giammai ad un trasmettitore di dati.
      Chiarito questo, il controllo remoto è davvero una grande risorsa: a cominciare dall’evitare code e spostamenti del paziente. Ma di più perché garantisce che il dispositivo sia funzionante correttamente ed è già molto. Per i disturbi dei pazienti può poco e infatti non è per questo che viene fornito.
      Spero di essere stato chiaro e rimango disponibile ad ulteriori chiarimenti.
      Auguri per la mamma

    • Buonasera Pasquale.
      Attraverso la trasmissione in remoto vengono inviati tutti i dati di programmazione del dispositivo: misure, parametri, carica della batteria… eventi aritmici registrati.
      In pratica tutti i parametri. Ma è una trasmissione unidirezionale, infatti dal remoto non è possibile modificare nulla del dispositivo impiantato perché in realtà il collegamento avviene col trasmettitore.

  2. Salve buongiorno,
    Volevo sapere un informazione, mio padre ha il boston e da questa mattina ha rivelato un piccolo problemino ovvero che il cuore al centro lampeggia costantemente,è la prima volta che è successo da quando c’è lha,mi sa dire per piacere il motivo?

    • Buongiorno Carmela.
      Il cuoricino al centro del latitudine lampeggia perché invita ad eseguire un controllo. Basta premere quando papà è nelle vicinanze.
      E domani chiamare il Centro per verificare che tutto è OK.

    • Salve Cristina, la linea arancione sul trasmettitore Latitude della Boston Scientific indica uno stato di errore del trasmettitore e nulla che si riferisce al paziente.
      Prova a scollegarti dalla rete elettrica e poi ricollegarti, se l’indicatore Latitude lampeggia vuol dire che sta eseguendo un aggiornamento, se invece rimane arancione chiama l’assistenza al numero verde: 848 781164

  3. Salve, l’apparecchio di controllo da remoto (BIOTRONIK) del pace-maker può dare sintomi quali tremore ed irrequietezza al paziente portatore di pace maker?
    Grazie,

    • Buongiorno Mariarosa.
      Il trasmettitore non interagisce in alcun modo col pacemaker. Può solo ricevere ed inviare dati.

  4. Buongiorno leggendo le domande / commenti sopra riportati riguardo le radiofrequenze, volevo sapere se la tecar terapia o diatermia o elettromedicali qualsiasi o a radiofrequenza, per esempio un elettrostimolatore tipo GLOBUS 150 ELITE impiegato per TENS o altri programmi di elettrostimolazione è uno strumentio che lavora in radiofrequenza? Secondo Voi hanno controindicazioni su portatori di loop recorder? Gli elettrodi sia della tecar che quelli dell’elettrostimolatore sono applicati o lavorano per esempio su cingolo scapolo omerale su patologie tipo tendinopatie o lesioni cuffia rotatori o altri distretti più lontani tipo arti inferiori o superiori o sul rachide in toto, sicuramente non applicati su regione toracica anteriore o sui muscoli pettorali . Cordialità

    • Buongiorno Andrea. Il Loop recorder è semplicemente un registratore di dati elettrocardiografici, dunque le apparecchiature per la fisioterapia non procurano alcun tipo di interferenza. Al limite durante la terapia il Loop può registrare eventi che in realtà sarebbero artefatti elettrici, ma chi leggerà poi i dati registrati saprà distinguerli senza alcun dubbio.

  5. volevo sapere ho un pacemaker inpiantato nel 2014 per una miocardite mi hanno dato un”apparecchio medtronic per monitorare il pacemaker se volessi avere documentazione del monitorarrio del pacemaker come posso fare?

    • Buongiorno Michele. Per avere il report del controllo remoto basta chiederlo al Centro che si occupa del controllo remoto, ed ottenerne una copia, anche via e-mail se è il caso.

  6. Buongiorno.. un informazione generica.. mi è stato installato un loop recoder medtronic da circa 40 gg e ancora oggi manifesto dolori e bruciore intorno al chip.. questo dispositivo è stato installato perché ho dolore toracico sx con pesantezza braccio sx.. vari episodi di stanchezza e svenimenti con sudorazione eccessiva, affaticamento.. la coronografia è negativa nn ci sono coronarie otturare.. ecocardiografia lieve ingrossamento ventricolo inferiore sx del cuore.. ogni due tre gg al max ho questi problemi che memorizza il medtronic tramite telecomando in dotazione.. ho fatto 4 ricoveri in un mese e attualmente non stanno trovando una soluzione al problema.. attualmente il cuore non segnala anomalie. Cosa posso fare?
    Posso richiedere dei permessi lavorativi tipo 104 con loop recoder! O invalidità? Considerando che lavoro in polizia privata con varie radiofrequenze trasmettitori e rilevatori metaldetector.. grazie

    • Ciao Roberto. Andiamo in ordine. Dolori e bruciori nella sede dell’impianto possono essere possibili e passeranno col tempo. L’importante è che non si manifestino rossori o rigonfiamenti nella zona.
      Per i disturbi segnalati, come il dolore toracico o la pesantezza al braccio, il loop recorder non è in grado di dare alcun chiarimento perché può rilevare solo problemi legati al ritmo cardiaco.
      Serve giusto a chiarire se gli svenimenti possono essere legati ad un problema di ritmo. Fra l’altro memorizzare gli eventi col telecomando esaurisce la capacità dell memoria del loop che dopo un certo numero di eventi registrati non mostra più i tracciati. Quindi è preferibile usare il telecomando solo in presenza di reali sintomi. Ovviamente ad ogni interrogazione col programmatore la memoria verra ripristinata.
      Nessun permesso o legge 104 per il semplice fatto di essere portatore di loop recorder: si tratta di un dispositivo diagnostico e non di una patologia. E infine, nessun dispositivo a radiofrequenza o simile interferisce col loop recorder.
      Per altri chiarimenti sempre a disposizione.

  7. Buonasera,

    Volevo chiedere un informazione riguardante il trasmettitore. E’ un trasmettitore standard che può comunicare con diversi pacemaker anche prodotti da diverse case produttrici o ogni pacemaker al suo proprio trasmettitore?

    Ringrazio in anticipo

    • Buonasera Lorenzo. Ogni Azienda produttrice ha il proprio trasmettitore dedicato. E poi il pacemaker o il defibrillatore impiantato sarà associato ad un unico trasmettitore.

      • La ringrazio Saverio,

        quindi un esempio, un pacemaker della Boston Scientific comunicherà solo con trasmettitori della Boston scientific o può comunicare con trasmettitore prodotti da altre case?

        La ringrazio nuovamente

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