domenica, 20, Settembre, 2020

Cistite: sintomi, cause e cure

Difficoltà ad urinare, urgenza e dolore al momento di fare pipì, senso di pesantezza sopra il pube e urine maleodoranti sono spesso i sintomi di una cistite. Niente paura, impariamo a riconoscerla e curarla come si deve per evitare complicazioni.

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Che cos’è la cistite?

Si definisce cistite, l’infiammazione della vescica (in greco Cystis), l’organo dell’apparato urinario dove viene raccolta l’urina prima della sua espulsione all’esterno. L’urina è normalmente sterile, a parte qualche raro batterio saprofita che vi risiede senza causare problemi. A volte si contamina per i microrganismi presenti nella parte esterna dell’uretra che risalendo causano l’infezione dell’urotelio, il tessuto che riveste internamente la vescica e le vie urinarie. Nella maggior parte dei casi, si tratta di infezione batterica, raramente l’agente patogeno può essere un fungo o uno protozoo.
La malattia è più diffusa nelle donne che nell’uomo, anche a causa della diversa conformazione anatomica dell’apparato urinario. Nella donna, infatti, la vicinanza di vagina, ano e uretra e la breve distanza tra questa e la vescica possono facilitare la risalita dei batteri presenti dai genitali nell’uretra fino alla vescica, provocando l’infiammazione.

Possibili cause della cistite

La maggior parte delle cistiti è dovuta a infezione da parte di batteri. Questi possono essere esogeni, se vengono dall’esterno, oppure endogeni se sono dei normali abitatori del corpo umano.
Le infezioni batteriche esogene presuppongono un contatto con agenti contaminanti esterni. Rapporti sessuali con persone infette (effetto ping pong); l’uso di strumenti o oggetti che vengono a contatto con i genitali come cateteri vescicali, diaframmi vaginali, assorbenti interni. Una scarsa igiene intima e l’uso di biancheria intima sintetica o indumenti molto stretti sono fattori favorenti. Così come le patologie dell’apparato urinario (come la calcolosi per esempio) o quelle sistemiche come il diabete o una ridotta capacità del sistema immuntario.
Le cistiti endogene sono dovute a batteri normalmente presenti nel nostro organismo senza causare problemi (frequentemente i batteri intestinali) che risalendo lungo l’uretra interessano la mucosa vescicale. I batteri responsabili sono diversi, come gli Stafilococchi Saprofiti, Enterococchi, Klebisielle e pseudomonas, ma il più comune è l’Escherichia Coli.

L’Escherichia Coli è un batterio che fa parte della normale flora intestinale. Alcuni ceppi uropatogeni posseggono appendici filamentose (fimbrie) che li fanno aderire alla mucosa uretrale e resistere al passaggio dell’urina. Raggiunta la vescica proliferano e producono una sostanza, l’emolisina citotossica, che facilita l’invasione dei tessuti.

Senza motivi apparenti, le cistiti tendono frequentemente a ripresentarsi nei periodi di cambio stagione (primavera e autunno in particolare) e nei periodi di stress.

Sintomi della cistite

I sintomi principali della cistite sono principalmente legati all’atto della minzione, cioè quando si fa la pipì. Disuria, stranguria e pollachiuria sono i nomi tecnici. In sostanza si avverte difficoltà ad urinare con l’urina che esce in modo stentato; si prova bruciore  o dolore mentre si fa la pipì e aumenta la frequenza dello stimolo urgente a urinare. Si può avvertire un senso di peso al di sopra del pube e in alcuni casi si osserva una modesta perdita di sangue con le urine.
Raramente può comparire febbre, più o meno elevata, mentre le urine assumono un caratteristico sgradevole odore e si presentano più o meno torbide.

Complicazioni della cistite

Nel 25% di cistiti non trattate, i batteri riescono a risalire dalla vescica attraverso gli ureteri fino ai reni causando una delle complicazioni più gravi della cistite, la pielonefrite, un’infezione renale piuttosto seria. Per altro non ci sono particolari complicazioni tranne il cronicizzarsi della malattia che compare ciclicamente con grande disagio e fastidio.
Unica e rara eccezione è quando l’infezione viene causata dal Proteus Mirabilis, un batterio che favorisce la produzione di grossi calcoli che possono ostruire le vie urinarie.

Diagnosi e cura della cistite

La diagnosi di cistite si suppone in base ai sintomi ma si può averne la certezza solo tramite una urinocoltura. Dopo una igiene accurata, si raccoglie sterilmente un campione di urina della notte o almeno dopo 4 ore dall’ultima minzione e si porta in un laboratorio analisi dove il campione viene messo in coltura per identificare il batterio responsabile della patologia e testati gli antibiotici più efficaci per la cura.
Naturalmente sarà il medico a visionare l’esito dell’esame e prescrivere l’antibiotico e il dosaggio da assumere. Attenzione, come per tutte le terapie antibiotiche, si deve continuare il trattamento per tutto il periodo prescritto, anche se i sintomi spariscono prima.
Per i casi di cistite cronica o ricorrente, si fa uso di farmaci definiti “disinfettanti urinari” ma che di fatto sono antibiotici a tutti gli effetti e il cui l’uso indiscriminato alla fine ne riduce l’effetto ed anzi rischiano di fare sviluppare ceppi batterici antibiotico resistenti.
Esistono in alternativa rimedi fitoterapici, come il mirtillo rosso e l’uva ursina, che si sono rivelati utili nella cistite, grazie alle loro proprietà antisettiche delle vie urinarie, ma è sempre preferibile rivolgersi al medico curante per consigli e prescrizioni.

Saverio Schirò

Fonti DE GRAZIA – FERRARO – GIAMMANCO, Microbiologia e Microbiologia clinica per infermieri, Milano Torino 2012
https://www.saperesalute.it/cistite
https://it.wikipedia.org/wiki/Cistite

 

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Saverio Schirò
Saverio Schirò
Infermiere esperto in Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione, curatore del Sito.

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