Ticket Sanitari in Sicilia

UNA LEGGE VERGOGNOSA MA NESSUNO NE PARLA

 Ticket sanitariDal gennaio 2012, è cambiata la legge che regola la partecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria: il ticket sui farmaci e sulle visite specialistiche ambulatoriali. Tutti si lamentano, ma nessuno ne parla.
Oggi, non pagano il ticket i pensionati col minimo di pensione e coloro che sono disoccupati (che hanno perso il lavoro, mentre dovranno pagare coloro che non hanno mai lavorato: qual è la differenza qualcuno me lo spieghi!) e poi tutti coloro che hanno meno di 6 anni o più di 65 anni a patto che non superino il reddito di 36.152 € annui.
IN PRATICA: un pensionato che riceve fino a 36.000 € lordi l’anno, circa 2000 € netti al mese!, non paga alcun ticket. Un padre di famiglia (magari in cassa integrazione) con 2, 3, o più figli che guadagna 800 € al mese (o anche meno) dovrà pagare.
NON E’ VERGOGNOSO?
Io credo di sì. Io credo che non possiamo accettare una legge così ingiusta.
Ma c’è di peggio e pochi lo sanno.
Quando era in vigore la precedente normativa che assegnava l’esenzione sulla base dell’ISEE delle famiglie, cioè sui redditi effettivi che una famiglia disponeva, la Regione Sicilia per compensare aveva introdotto una “tassa sulla ricetta”, cioè per ogni prescrizione di esami si pagavano 10 € in più. Adesso che tutto è cambiato in peggio, la tassa di 10 € è rimasta, così oltre il ticket si paga anche questa sovrattassa.
Tutto questo è profondamente ingiusto! Il ticket deve essere pagato facendo un calcolo sul reddito effettivo delle famiglie rispettando le fasce più deboliSoprattutto per tutte quelle famiglie che già soffrono per tirare avanti in questi periodi difficili e che devono sottostare a ulteriori spese proprio quando hanno più bisogno, cioè nei momenti della malattia. Già, perché si ha bisogno di farmaci e visite specialistiche proprio quando si è ammalati. I nostri politici, forse lo hanno dimenticato. Che tristezza!
Ma dove sono i sindacati? Dove sono le Associazioni che si occupano di difendere i diritti dei cittadini ?

Saverio Schirò

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