Prevenzione del Tumore colon-rettale, un semplice gesto può salvarti la vita

Quando si parla di cancro vengono i brividi, i numeri sono impressionanti e in questi ultimi tempi il fenomeno sembra tornato in primo piano: ognuno di noi ha l’esperienza di amici e parenti che hanno contratto una qualsiasi forma di tumore e sfortunatamente molti di questi casi sono finiti in tragedia.

L’importanza della prevenzione nei tumori

Il tumore è una malattia terribile perché per lo più si sviluppa silenziosamente, senza dare alcun sintomo fino a quando è troppo tardi per intervenire. Per questo è necessario riuscire a diagnosticare il male il più presto possibile, prima che si sia espanso in maniera irrimediabile. Certo non è facile, perché non possiamo controllare tutto il nostro organismo. Però qualcosa si può e si dovrebbe fare, individuando i tumori più frequenti e più pericolosi e programmare degli interventi di controllo estesi alla maggior parte della popolazione, a partire da quella più a rischio: lo screening.
Oggi cominciamo col parlare del tumore colon-rettale che secondo gli ultimi studi statistici è il tumore più frequente in Italia con 55mila nuovi casi all’anno! I programmi di screening per il cancro del colon retto salvano la vita ogni anno a migliaia di persone in tutta Europa e tuttavia in Italia non è stato recepito abbastanza, sia a livello politico sia a livello individuale (si capisce che se si vogliono effettuare screening efficaci occorrono le strutture adatte e disponibili ad effettuarli).

A cosa bisogna fare attenzione

Per prima cosa va ricordato che la prima prevenzione consiste nello stile di vita adeguato. Occorre evitare il sovrappeso, svolgere regolare attività fisica, evitare fumo e alcol e seguire una dieta equilibrata limitando il consumo di carni rosse, di insaccati, di zuccheri raffinati, di farine trattate, incrementando il regolare consumo di verdure e altri alimenti ricchi di fibre. A volte, però, non basta. Per questo è fondamentale sottoporre la popolazione a screening di massa che aiutino a scoprire i primi segni o le possibili forme precancerose che “dormono” dentro di noi. Infatti, sembra ormai assodato che la maggior parte dei tumori colon-rettali sono conseguenza di lesioni precancerose (adenomi o polipi adenomatosi) che, se non rimossi subito, entro sette, quindici anni possono trasformarsi in tumori maligni.

Il soft test aiuta a diagnosticare la presenza dei polipi intestinali 

I polipi intestinali, essendo escrescenze della mucosa, tendono a sanguinare e questo li rende individuabili attraverso il cosiddetto Soft test che altro non è che la ricerca di sangue occulto nelle feci. “Sangue occulto” significa non evidente alla ispezione visiva delle feci, per cui il soft test va eseguito a prescindere dalla presenza di sangue evidente. A maggior ragione è bene sottoporsi al test ed anche ad una visita se riscontriamo presenza di sangue vivo nelle feci. Naturalmente senza allarmarsi immediatamente perché un sangue rosso vivo è possibile che provenga dalle emorroidi infiammate. Altro indizio a cui prestare attenzione è il cambiamento immotivato delle nostre abitudini di evacuare: periodi di stitichezza ostinata alternati a diarree inspiegabili. Anche in questo caso è corretto sottoporsi al più presto a controlli specialistici.
Coloro che hanno patologie note come fattori di rischio (malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa) o sindromi che possono predisporre a sviluppare un carcinoma colon rettale (poliposi adenomatosa familiare e Lynch) devono comunque eseguire visite di controllo indipendentemente dai segni.

Chi deve fare lo screening e come viene effettuato

Dunque i test di screening vanno eseguiti anche senza alcun sintomo, proprio nell’ottica di individuare mali presenti o potenziali, prima ancora che essi si manifestino, ed è indirizzato a uomini e donne dai 50 ai 69 anni. In Italia la ricerca del sangue occulto nelle feci è gratuito ogni 2 anni. A Palermo se ne occupa l’ASP che ha avviato da tempo un programma di screening per il tumore colon-rettale. Il programma prevede l’invio di una lettera di invito con l’indicazione della farmacia più vicina dove ritirare la provetta in cui si raccoglie un campione di feci ed è alla stessa farmacia che la provetta va riconsegnata. Se l’esame è negativo, il risultato verrà recapitato via posta, se è positivo o dubbio si verrà contattati telefonicamente per ulteriori indagini come la colonscopia che sarà in grado di rimuovere eventuali polipi o campioni di tessuti da analizzare. Il Soft test dovrà comunque ripetersi ogni due anni, sempre gratuitamente.

Se sei nella fascia di età tra i 50  e i 69 anni informati col tuo medico se esiste un programma di screening per il tumore colon-rettale, o chiedi di eseguire il soft test presso un laboratorio analisi.

A abiti a Palermo e provincia chiama al più presto il numero verde 800.833.331 e chiedi informazioni per eseguire il Soft test: un semplice gesto può salvarti la vita! 

Saverio Schirò

 

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