Perché ingrassiamo?

Per funzionare come si deve il nostro organismo ha bisogno di una certa quantità di energia che normalmente viene recuperata attraverso l’alimentazione. Quello di mangiare è dunque un impulso fondamentale che gli psicologi collocano spesso in cima alla lista dei bisogni umani. Più importante del bisogno di accoppiarsi o di appagare la nostra sete di sapere. Vi dice niente? Va be’, lasciamo stare.
Vista così una cosa è chiara: il “cazzeggiamento” è un lusso che si può permettere solo chi ha la pancia piena!
A parte gli scherzi, ovviamente non è sempre così. Invece è assolutamente vero che il bisogno di mangiare è scritto nella nostra biologia tant’è che lo condividiamo con gli altri mammiferi. Ma dal momento che è così naturale, cioè regolato da meccanismi fisiologici, allora perché ingrassiamo?
Desiderio di ciboÈ inutile girarci intorno: ingrassiamo perché mangiamo troppo. E dobbiamo farcene una ragione.
La domanda, allora, sarebbe un’altra: perché mangiamo troppo?
La risposta qui è si fa più difficile.
Perché abbiamo fame? Sì, ma non solo.
Intanto la fame è il primo meccanismo fisiologico che induce l’uomo a mangiare. In ogni istante il nostro organismo monitorizza lo stato di energia attuale e se ne avverte il bisogno, allora invia al cervello un segnale cosiddetto orexigenico che fa “accendere” la fame. Quando l’energia è sufficiente, invia un segnale anorexigenico che “spegne” l’appetito.

Nessuno sa con precisione quali siano questi segnali e come funzionano nel nostro cervello.Meccanismo della fame Probabilmente la regione interessata a riceverli e decodificarli risiede nell’ipotalamo che si trova proprio nel “cuore” del cervello, ma come agiscano e se siano unici o molteplici non è del tutto chiaro.
Ora, se il meccanismo della fame è regolato da un sistema autonomo che ci dice quando mangiare e quando smettere, perché ci sovralimentiamo?

Il problema è più complicato di quello che pensiamo: spesso non mangiamo perché abbiamo fame, ma per altre ragioni. A volte mangiamo per ridurre emozioni negative come la tristezza, l’ansia o la noia; molto più spesso mangiamo per abitudine, perché è mezzogiorno o “l’ora di cena”; altre volte perché è passato del tempo dall’ultimo pasto o per obbligo, visto che tutti vanno a pranzo.Tutte ragioni che ci fanno mangiare più del necessario.
Quando queste ragioni diventato psichicamente patologiche si rientra nei cosiddetti disturbi del comportamento alimentare come l‘anoressia o la bulimia che derivano l’alterazione del comportamento alimentare da una scorretta percezione della propria immagine corporea.
Non è questo il momento di parlarne anche se vanno tenuti in costante attenzione perché si tratta di malattie nervose gravi dalle quali si può guarire a patto di intervenire tempestivamente.

Altro problema della sovralimentazione: la struttura genetica del nostro organismo.
Nella storia evolutiva dell’uomo, il cibo è stato piuttosto scarso per cui il nostro cervello è stato “programmato” a rifornirsi tutte le volte che gli era possibile e preferendo alimenti ricchi di dietacalorie (ecco spiegato perché preferiamo salsiccia, salame, cioccolata e Nutella piuttosto che verdure bollite!). Ma non solo. In previsione di momenti difficili, il nostro corpo si è organizzato per immagazzinare le scorte… e qui sta il vero guaio!
Il mondo nel frattempo è cambiato e la disponibilità di cibo e calorie si è moltiplicato a dismisura ma il nostro sistema genetico è rimasto indietro per cui continuiamo a introdurre troppe calorie rispetto al reale bisogno. Le “scorte” vengono immagazzinate nelle cellule adipose del nostro corpo che aumentano di volume e anche di numero (tutte  localizzate nell’addome dei maschi e nelle cosce e nei glutei delle donne, mannaggia!).
Attenzione: il processo sfortunatamente non funziona all’inverso.

Prima - Obesità - Dopo
Cellule adipose prima – Durante l’obesità – Dopo la dieta

Se perdiamo peso, le cellule adipose si assottigliano ma, ahimè, non diminuiscono più di numero: restano là dove si trovano, pronte a rigonfiarsi, e sempre più velocemente, se torniamo ad eccedere nelle calorie.
Questo spiega perché è facile ingrassare e molto più difficile dimagrire ed è facilissimo riprendere il peso (e qualcosa in più) se ricominciamo a mangiare senza moderazione. Anche perché quando il corpo avverte una mancanza di energia, perché abbiamo cominciato una dieta, la interpreta come una specie di carestia e si difende diminuendo il metabolismo, cioè la velocità con cui il corpo consuma l’energia. Ecco quella fastidiosissima sensazione di “stallo” che hanno provato tutti quelli che hanno iniziato una dieta e dopo i primi successi non riescono a perdere più neppure un grammo.
Allora, è tutto chiaro? Spero di sì. Partiamo da questa consapevolezza: mantenersi in forma, evitando di diventare obesi, è molto più facile di rimettersi in carreggiata dimagrendo.
Siamo avvertiti!

E se il danno è fatto? Niente paura, nulla è irrimediabile.
Lo vedremo la prossima volta con l’articolo: Stare (o tornare) in forma. …Sempre senza soffrire, naturalmente!

Saverio Schirò

Articoli correlati:

– Dimagrire… senza soffrire
– Dimagrire… senza soffrire: Normali, in sovrappeso o obesi?
 Dimagrire… senza soffrire: Stare (o tornare) in forma
– Dimagrire senza soffrire: L’alimentazione
– Dimagrire senza sofrire: L’attività fisica

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento
Scrivi il tuo nome