Integratori alimentari sí o no?

Mangiare bene è una necessità, mangiare intelligentemente è un arte

INTEGRATORI O CIBI GIUSTI?

Integratori alimentari sì o no? Se non li prescrive il medico, quando ce n’è un bisogno reale, la risposta in genere è più no che sì. Sono ben tre gli studi pubblicati sulla rivista Annals of Internal Medicine a sparare a zero sugli integratori multivitaminici che, secondo quanto emerso, servirebbero a poco – se non a nulla – nel prevenire le malattie o migliorare la salute.
La verità è che per tanti integratori non c’è prova che funzionino quanto frutta e verdura. Iintegratori alimentari vegetali sì che sono smartfood, cibi intelligenti da inserire in una dieta sana. E i semi oleosi sono tra gli integratori naturali che non dovrebbero mancare ogni giorno. Fare incetta di pillole di antiossidanti per prevenire patologie croniche e cancro non ha senso: in molti casi, i nutrienti assunti con i supplementi non possiedono lo stesso effetto benefico di quelli assorbiti con i cibi.
Non si sa ancora bene il motivo. Forse perché negli alimenti i vantaggi derivano dall’azione sinergica di più sostanze, forse per il ruolo giocato dalla fibra. Per i micronutrienti non vale la regola «di più è meglio»: il corpo utilizza determinate sostanze quando gli occorre. L’eccesso è inutile e a volte può procurare effetti collaterali. Le evidenze scientifiche dicono che la cosa migliore è soddisfare i fabbisogni nutrizionali attraverso una dieta ricca.

Come si legge nelle mangiare beneLinee guida per una sana alimentazione italiana elaborate dall’Inran (oggi denominato Crea Alimenti e nutrizione), «salvo condizioni particolari valutabili dal medico, non c’è ragione, per chi varia l’alimentazione, di ricorrere a specifiche integrazioni della dieta con vitamine, minerali o altre sostanze nutrienti».
La vitamina C, per esempio. Un’indagine italiana del 2007 ha confrontato la protezione del danno al DNA del succo d’arancia e di integratori a base di vitamina C. Sono state reclutate sette donne, età media 26 anni, normopeso, che hanno bevuto per tre mattine a digiuno spremuta fresca, vitamina C disciolta in acqua oppure soluzione di acqua e zucchero. Dopo un pranzo completo, sono stati analizzati i campioni di sangue. La protezione dal danno ossidativo si notava dopo il consumo del succo d’arancia ma non dopo il supplemento della sola vitamina C. Non ci sono risultati scientifici apprezzabili sul fatto che assumere antiossidanti attraverso gli integratori freni l’invecchiamento cellulare.

Parliamo degli integratori con omega-3? A un certo momento, in particolare, si era diffusa la moda dell’olio di pesce. Ma i risultati delle ricerche sull’uomo non sono univoci né per la protezione dai rischi cardiovascolari né per la prevenzione di malattie neurodegenerative, come invece è documentato quando si assumono omega-3 attraverso il consumo di pesce (specie azzurro) o noci.
Questo non vuol dire che i supplementi nutrizionali vadano sempre banditi, ci mancherebbe. Gli integratori possono essere indicati per particolari patologie o in alcuni momenti della vita, quando sia documentata una carenza di una determinata sostanza, ma sarebbe opportuno che fosse il medico a consigliarli. Per esempio, non ci sono dubbi sull’opportunità di assumere acido folico prima e durante una gravidanza. E l’integrazione di vitamina B12 è suggerita ai vegani, che non consumano nessun alimento di origine animale.

Dott.ssa Annalisa Ribaudo – Biologo Nutrizionista

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