Lo Screening per la prevenzione dei tumori: chi, quando e dove eseguirli

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Cosa è lo screening?

Lo Screening è un intervento pianificato di salute pubblica che invita gruppi di popolazione apparentemente sana a sottoporsi a specifici test diagnostici, allo scopo di diagnosticare precocemente determinate malattie, in una fase (asintomatica) in cui il trattamento ha un’elevata probabilità di successo.

SCREENING

Evidenze scientifiche dimostrano che questi programmi, applicati in ambito oncologico, sono efficaci nel cambiare la storia naturale di alcuni tumori: in alcuni casi riescono ad individuare un tumore in fase iniziale, fase in cui il trattamento ha una elevatissima probabilità di sconfiggere la malattia; nei casi più avanzati, possono aumentare la sopravvivenza e consentire interventi conservativi migliorando la qualità della vita.

Quali patologie tumorali si possono ricercare?

In teoria moltissimi, in pratica sarebbe complicato e per nulla facile assicurare un chek in completo della salute ad ogni cittadino. Le statistiche ci dicono che il cancro della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto sono tre dei principali tumori che colpiscono la popolazione italiana, e su queste si è concentrata la ricerca.
Per la prevenzione di tali malattie il Ministero della Salute e l’Assessorato della Salute hanno previsto l’istituzione di altrettante campagne di screening rivolte a particolari fasce di popolazione ritenute a rischio (cosiddetta popolazione bersaglio).

In Italia gli Screening Oncologici sono una componente fondamentale della sanità pubblica, tanto de essere inseriti nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), cioè l’insieme delle prestazioni sanitarie che, su tutto il territorio nazionale, vengono offerte a tutti i cittadini; rappresentano dunque un complesso investimento per la salute.

Chi può eseguire gli screening oncologici

Anche se la prevenzione individuale, cosiddetta “spontanea”, è sicuramente efficace, solo i programmi organizzati di screening, basati sull’invito attivo dei soggetti in età bersaglio consentono di ottenere il massimo di efficacia.
Peculiare di questi programmi, inoltre, è l’offerta, in caso di test positivo, di un percorso programmato e pianificato di approfondimento diagnostico e terapeutico del tutto gratuito, nel rispetto dei rigorosi indicatori di qualità previsti a livello nazionale e internazionale.
Ogni cittadino, nella fascia d’età prevista da ogni screening, riceve per lettera un invito con un appuntamento per fare il test e iniziare così il percorso di prevenzione.

Come si eseguono gli screening tumorali

Tumore della mammella

Il test impiegato per lo screening del tumore della mammella è la mammografia, ovvero una radiografia delle mammelle. L’esame si esegue appoggiando le mammelle una per volta su un piano, dove vengono leggermente compresse e radiografate in senso orizzontale e in senso verticale. L’esame di solito non è doloroso e non è associato ad alcun rischio per la salute, dato che le dosi di radiazioni emesse sono molto basse.

Tumore del collo dell’utero

Il test impiegato per lo screening del tumore della cervice uterina è il Pap test. Consiste in un prelievo, tramite una spatola e uno spazzolino, di alcune cellule di sfaldamento dal collo dell’utero, che muoiono e si staccano nel corso del normale processo di ricambio dei tessuti. Le cellule vengono strisciate su un vetrino, successivamente colorato e analizzato al microscopio alla ricerca di eventuali cellule anormali. Il Pap test è detto anche striscio vaginale oncologico, per differenziarlo dallo striscio batteriologico, che non è un test di screening ma serve per verificare la presenza di eventuali infezioni.

Tumore del colon retto

Per lo screening del tumore del colon retto sono impiegati due tipi di test: la ricerca del sangue occulto nelle feci (Soft test) e la rettosigmoidoscopia (Rss). La ricerca del Sof permette di individuare l’eventuale presenza nelle feci di sangue invisibile a occhio nudo, oppure nascosto alla vista. Si esegue raccogliendo un campione di feci in un apposito flacone, successivamente analizzato in laboratorio.

La Rss (rettosigmoidoscopia) è un esame interno della parte più bassa dell’intestino, che inizia dal retto e si estende fino a tutto il sigma. Si effettua tramite il sigmoidoscopio, uno strumento flessibile che permette di esaminare la superficie interna del sigma-retto, eseguire prelievi mirati e asportare eventuali polipi. Perché il test sia accurato, va preceduto da una buona pulizia intestinale, tramite clistere, per assicurare che i tratti da esaminare siano liberi da feci.

Quando si eseguono gli screening

Per la prevenzione del carcinoma della mammella l’invito è a fare una mammografia  ogni 2 anni, in età compresa tra 50 e 69 anni;

Per il carcinoma del collo dell’utero l’invito a fare un pap-test ogni 3 anni è per la popolazione femminile di età compresa tra 25 e 64 anni.

Infine la popolazione maschile e femminile tra 50 e 69 anni è invitata, per il calcinoma del colon-retto, a fare un soft-test (ricerca del sangue occulto fecale) ogni 2 anni.

Saverio Schirò

Fonte: ASP PALERMO
www.epicentro.iss.it/problemi/screening/screening.asp

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