Hai mai letto cosa mangi? L’importanza delle etichette alimentari

Hai la buona abitudine di leggere le etichette degli alimenti che stai acquistando oppure pensi sia una perdita di tempo? Leggere le etichette è un atto di responsabilità verso la salute propria e quella delle persone che condividono la nostra tavola. Le etichette infatti sono fondamentali per seguire una sana alimentazione.

L’etichetta è la carta d’identità di un alimento con la quale il consumatore attento può fare scelte consapevoli. In essa infatti, troviamo informazioni relative alla qualità del prodotto, alla sua origine e ai processi adottati per la sua conservazione, al contenuto nutrizionale e tutte le informazioni relative alle sue caratteristiche.

Normativa

Queste informazioni sono regolate da specifiche leggi nazionali, integrate da quelle europee. Per legge quindi, sulla confezione devono essere presenti informazioni scritte in modo chiaro, leggibile e indelebile: peso netto, stabilimento di produzione, data di scadenza, modalità di conservazione. Tutte le altre informazioni possono essere facoltative e sono segno di serietà da parte del produttore.

Struttura dell’etichetta

Un’etichetta a norma di legge deve riportare obbligatoriamente:
– denominazione di vendita, indica a quale categoria merceologica appartiene il prodotto, (latte formaggio, ecc.) deve fare riferimento anche al suo stato fisico o il trattamento a cui è stato sottoposto per essere conservato (in polvere, liofilizzato, surgelato, affumicato ecc.).

Attenzione agli additivi, sono indicati per ultimi nella lista degli ingredienti e sono utilizzati per allungare i tempi di conservazione (conservanti), migliorare il sapore (esaltori di sapidità) o l’aspetto (coloranti antiossidanti ecc) ebbene ricordare che meno additivi ci sono più naturale è il prodotto.
Sono solitamente indicate con dei numeri preceduti dalla lettera E come E300, E301, E400, ecc,

l’elenco degli ingredienti, dove vengono elencati gli ingredienti in ordine decrescente di quantità.
Va segnalata l’eventuale presenza di additivi, che saranno raggruppati per categoria (antiossidanti, emulsionanti ecc.). L’acqua viene considerata ingrediente se supera il 5% del prodotto.

– indicazioni nutrizionali, dove viene indicato l’apporto energetico espresso in kcal e le percentuali di proteine, carboidrati, grassi, zuccheri semplici, fibre e sodio (o sale) riferiti a 100 g o 100 ml di prodotto e, talvolta, a una porzione.

ETICHETTA NUTRIZIONALE
VALORI MEDI per 100 gr
VALORE
ENERGETICO
kj
kcal
1834
434
PROTEINE g 8.0
CARBOIDRATI
DI CUI ZUCCHERI
g
g
79,2
24
GRASSI
DI CUI ACIDI GRASSI SATURI
g
g
9,5
1,8

A queste informazioni si possono aggiungere i dati relativi al contenuto in zuccheri semplici, acidi grassi saturi, fibre alimentari, sodio, vitamine, sali minerali, solo se presenti in quantità elevate. Informazioni utilissime per tutto coloro che controllano l’apporto di grassi saturi (di origine animale) e insaturi (di origine vegetale, con azione protettiva verso le malattie cardiovascolari).

Le informazioni sul valore energetico del prodotto devono essere facilmente individuabili, raggruppate per esempio, all’interno di una tavola illustrativa.
Ricordiamo di fare attenzione agli Oli e ai Grassi, scegliamo prodotti che utilizzano grassi pregiati, come l’olio d’oliva e il burro, invece di grassi idrogenati o parzialmente idrogenati, margarina, oli di semi senza specificazione, strutto o sego.

confezione alimentare
Immagine tratta dall’opuscolo informativo del Ministero della Salute

sigle e certificazioni, nelle etichette degli alimenti sono presenti alcune sigle che hanno il compito di certificare le caratteristiche tipiche di alcuni prodotti che devono avere sull’etichetta la dicitura “da agricoltura biologica“, indicare il nome dell’organismo di controllo e una serie di lettere e cifre che indicano il prodotto e il produttore.

I prodotti tutelati presentano nella loro etichetta, le indicazioni di denominazione d’origine riconosciuta dall’Unione Europea –

DOP (Denominazione d’Origine Protetta), identifica il nome di una regione o di un luogo geografico  che serve per designare un prodotto agroalimentare con determinate caratteristiche organolettiche che sono riconducibili solo ed esclusivamente a quella regione o a quel luogo geografico e che viene prodotto al’interno di quella regione o di quel luogo geografico.
IGP (Indicazione Geografica Protetta) identifica un prodotto le cui caratteristiche o la cui reputazione lo rendono riconducibile ad una determinata zona geografica e di cui almeno una delle fasi di lavorazione si svolga all’interno della zona.
STG (Specialtà tradizionale Garantita), queste rappresentano una garanzia di qualità del prodotto, assicurandone la provenienza e la modalità di produzione, è un riconoscimento che identifica un prodotto agroalimentare che possiede delle qualità specifiche che derivano solamente dalle materie prime impiegate oppure dalle tecniche di produzione o di trasformazione.

Anche i prodotti da agricoltura biologica rientrano tra le denominazioni tutelate e sono indicati con BIO.

– termine massimo di conservazione, cioè la data entro la quale il prodotto va consumato, se mantenuto in stato di conservazione adeguato. Si applica ai prodotti di alta deperibilità (uova, latticini ecc.).
Si è soliti scegliere i prodotti con la scadenza più lontana ma attenzione, non è detto che sia la scelta migliore: gli alimenti con tempi di scadenza più vicini hanno in minor contenuto di conservanti.
Per i prodotti che possono essere conservati più a lungo la dicitura: “Da consumarsi preferibilmente entro il…” non vuol dire che oltre la data indicata il prodotto va gettato, ma che è possibile che oltre quella data il prodotto può perdere parte dei suoi requisiti di qualità, come sapore, odore, fragranza, pur restando commestibile.
Per scadenza si deve specificare giorno e mese, per i prodotti conservabili fra i 3 e i 18 mesi e il mese e l’anno, o solo l’anno, per i prodotti conservabili per più di 18 mesi.

istruzione per l’uso e la conservazione, si tratta di semplici suggerimenti relativi a determinate ricette, istruzioni per l’apertura della confezione o per il suo riciclo, indicazioni per conservare il prodotto una volta aperto o di consigli circa la preparazione e le modalità di cottura del prodotto;

paese di origine e luogo di produzione, obbligatoria per alcuni tipi di alimenti come carni, pesce, frutta e verdura, miele, ecc. Questa informazione permetta al consumatore di conoscere il paese di provenienza. Prestiamo attenzione ai prodotti provenienti da paesi extraeuropei, diversi marchi italiani famosi spostano la produzione all’estero e in questi casi il prodotto può subire modifiche nelle materie prime utilizzate.

La normativa inerente le etichette alimentari è rigorosa.
Un’etichetta non è attendibile se:
-inganna sulle caratteristiche del prodotto;
-attribuisce al prodotto proprietà che non possiede;
-attribuisce al prodotto caratteristiche uniche, che tuttavia sono comuni a prodotti analoghi;
-attribuisce al prodotto proprietà atte a curare o prevenire le malattie.

ATTENZIONE: Spesso, però, nelle confezioni dei prodotti alimentari si trovano definizioni riferite all’alimento inventate dal produttore, che hanno il solo valore di messaggi pubblicitari e confondono le idee al consumatore. Per questo ricordiamoci che:
– alcune qualità attribuite al prodotto, come “genuine” per uno yogurt o “naturale” per una confettura, non stanno a significare nulla perché sono qualità che devono possedere tutti i prodotti della stessa categoria;
– a un alimento non si possono attribuire proprietà terapeutiche, tipo “aiuta a digerire”, “utile a tenere sotto controllo il colesterolo”, “indicato per gli sportivi” ecc.;
– le denominazioni generiche come “di prima scelta” o “dalle migliori selezioni” non danno nessuna informazione concreta e sono solo messaggi pubblicitari!

Prof.ssa Maria Angela Pileri

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento
Scrivi il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.