La sigaretta elettronica fa male?

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“Io non fumo, svapo” recita lo slogan dei sempre più numerosi utilizzatori della e-cig, ossia la sigaretta elettronica. Chi le produce e chi le vende assicura che sono assolutamente sicure, cioè che servono solo a “fare fumo” ingannando la percezione dei fumator…, scusate degli svapatori. Anche se nel liquido all’interno della e-cig spesso è contenuta una certa quantità di nicotina, necessaria a vincere la dipendenza che questa sostanza  produce nell’organismo umano.
Uno strumento elettronico per aiutare chi vuole smettere di fumare e non riesce, questa sarebbe stata l’origine della invenzione e diffusione di questo moderno mezzo della tecnologia. Se davvero ci è riuscito non sappiamo, perché mancano dati e studi scientifici su larga scala. Vedremo.
Il problema è che non si è matematicamente certi che l’uso continuo e prolungato di questo strumento, alla lunga non produca effetti negativi sulla salute. I produttori assicurano che è sicura, si aspira il fumo che viene prodotto dal riscaldamento (atomizzazione) del liquido contenuto dentro la cartuccia: se questo liquido è sicuro (contiene solo quello che viene dichiarato, cioè sostanze assolutamente inerti, più, se si desidera, una percentuale di nicotina) allora tutto bene. Se invece queste cartucce sono prodotte, diciamo qua  e là (ne sappiamo qualcosa di altri prodotti alimentari e non) allora la cosa cambia aspetto.

fumatori2Quando mettiamo questa cannuccia in bocca cosa stiamo svapando?
Certamente il fumo di sigaretta fa male (dicono che nella sigaretta tradizionale, oltre alla nicotina, sarebbero contenute altre 5000 sostanze potenzialmente pericolose! Ma come fanno  a starci tutte dentro? 5000!), dunque sarebbe meglio smettere di fumare, e su questo non c’è alcun dubbio!
Altro problema e non secondario: la sigaretta elettronica sembra stia diventando una moda e questo non va bene. Lo denunciano indagini operate a livello internazionale indicherebbero che l’uso delle e-cig potrebbe coinvolgere numerosi adolescenti a causa dell’uso operato da celebrità e personaggi della moda rischiando di fare aumentare il numero di fumatori attirati dall’apparente sicurezza garantita.
Come al solito una gran confusione, come vedete. Chi dice sì, e chi dice no.
Se aiuta a smettere di fumare, io dico sì, se invece diventa una alternativa al fumo di sigaretta, perché si risparmia, perché fa meno male, perché…  In questo caso direi nì.
“Io non fumo, svapo” viene recitato con una punta di orgoglio, anche se per adesso ho visto “svapare” persone con un aspetto un po’ patetico e un po’ dimesso, come se fosse una colpa non riuscire a smettere di fumare deviando su questo surrogato. Boh. Fate voi. Anzi se avete la vostra esperienza in merito, farebbe bene a tutti condividerla.
Da parte mia, fumo così poco che sarebbe un delitto rinunciare a “svampare” (una volta si diceva così, dalle nostre parti) una vera sigaretta; come quel tipo della barzelletta che fa l’amore solo una volta all’anno e quando è il suo turno, invece di una donna vera si deve accontentare di una bambola gonfiabile.
                                                                                                                                            Saverio Schirò 

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Saverio Schirò
Infermiere professionale esperto di Elettrostimolazione cardiaca ed Elettrofisiologia. IMPORTANTE!: I contenuti dell'articolo hanno uno scopo esclusivamente informativo e non sostituiscono in alcun modo l’intervento o l’opinione del medico o la sua diagnosi in relazione a casi concreti. Conseguentemente si consiglia in ogni caso di contattare il medico di fiducia.

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