La mela chiodata, un rimedio naturale contro la carenza di ferro

Senso di stanchezza, debolezza inspiegabile, fragilità delle unghie, perdita di capelli, sono alcuni sintomi della carenza di ferro. Vanno scoperte le ragioni del problema, ma se si tratta di un problema lieve potremo ricorrere ad un rimedio naturale.

Sono molte le persone che per ragioni diverse soffrono di carenza di ferro. I sintomi più classici sono il senso di stanchezza, debolezza, pallore, mal di testa ricorrenti, perdita di capelli e altre manifestazioni più serie se la carenza è grave. Nei casi importanti bisogna ricorrere assolutamente al medico e a specifiche terapie integrative. Tuttavia nei casi meno gravi o in quelle forme lievi o croniche i rimedi naturali sarebbero da preferire. La dieta innanzitutto, con cibi ricchi di ferro come carne rossa, carne di maiale, verdure a foglia verde, frutta secca, pollo, frutti di mare, fagioli… magari integrandola con una mela in cui abbiamo conficcato dei chiodi.

Una mela piena di chiodi?

Detta così sembra uno scherzo, tuttavia si tratta di un metodo piuttosto consolidato da secoli di esperienza. Il principio è semplicissimo: i chiodi di ferro conficcati nella polpa della mela, vengono degradati dagli acidi del frutto e assorbiti dalla polpa. In questo modo il minerale verrebbe reso disponibile mangiando la mela o bevendo il suo succo. Fra l’altro considerando che il ferro a livello intestinale ha bisogno di vitamina C per essere assorbito, grazie alla mela è reso facilmente assimilabile.

Non ci credete? Nemmeno io, prima di aver constatato che il succo di mela chiodata viene prodotto da aziende farmaceutiche. E che questo rimedio naturale sia consigliato da dietologi e nutrizionisti. Poi, provare non costa nulla. Ovviamente, lo ricordo ancora, nei casi di lieve carenza o quando si vogliono evitare gli effetti collaterali del ferro assunto in forma farmacologica.

Come si prepara la mela chiodata

Occorrono circa 8 grossi chiodi di ferro non zincati. Assicuratevi che siano chiodi di ferro e non contengano altri minerali o leghe. Sterilizzate i chiodi per almeno mezz’ora in acqua bollente e poi conficcateli in una mela ben lavata, di qualsiasi varietà. A questo punto conservatela in frigorifero. Dopo 24 o 48 ore parte del ferro contenuto nei chiodi sarà stato assorbito dalla mela che assumerà quell’aspetto tipico ossidato, quindi scuro. A questo punto la mela potrà essere mangiata tutta intera, ovviamente senza chiodi! questi potranno essere usati immediatamente per la mela successiva.  

Quante mele chiodate si possono mangiare?

Una al giorno, una alla settimana, una al mese? Tutto dipende dalla carenza di ferro di cui si soffre. Per questo è bene controllare il valore attraverso una analisi del sangue. Per quanto il metodo sia semplice la quantità di ferro assorbita potrebbe sottoporci ad un eccesso. Dunque fate attenzione. 

Vantaggi e controindicazioni

I vantaggi sono da riconoscere nella “naturalezza” del metodo. Fra l’altro non induce stitichezza, non è sgradevole nel sapore e per questo è ideale per le donne in gravidanza, i bambini che possono assumerla anche in succo, frullata o grattugiata.  In più, il frutto contribuisce all’apporto di vitamine e sali minerali senza bisogno di ricorrere ad integratori farmacologici.
Le controindicazioni si riferiscono ad un eccesso di ferro assimilato, ma è piuttosto difficile. Più probabile il rischio che i chiodi utilizzati non siano di ferro puro ma contaminati da altri minerali come lo zinco, il nichel, cadmio o cromo.

Saverio Schirò
Infermiere – Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione
Cardiologia – ARNAS – Ospedale Civico – Palermo

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