La diagnosi precoce di autismo: compito dei genitori e dei pediatri

Diagnosticare precocemente l'autismo o una delle sue forme è fondamentale per intraprendere al più presto i percorsi abilitativi per fare crescere al meglio questi bambini. Per questo è compito dei genitori e subito dopo dei pediatri di famiglia vigilare alla scoperta dei sintomi che aiutino ad arrivare alla diagnosi.

Per informazioni su questa sindrome puoi leggere: E’ autismo, che fare?

Come capire se un bambino potrebbe essere affetto da una sindrome autistica.
Uno dei test a disposizione dei Pediatri di Famiglia che permettono di individuare la presenza sospetta di Autismo è la CHAT (Checklist for Autism in Toddlers). La CHAT è uno strumento di screening ad alta sensibilità per la formulazione del sospetto diagnostico di Autismo sin dai 18 mesi di età. A livello operativo, sicuramente è uno strumento pratico e veloce da somministrare. Si compone di due sezioni distinte, una per le risposte dei genitori e una per le risposte degli operatori.

La prima sezione A (per i genitori) comprende domande sul gioco, la socializzazione, lo sviluppo motorio, la richiesta:

  1. “Il vostro bambino trova piacevole essere cullato? Gli piace saltare sulle vostre ginocchia?”
  2. “Vostro figlio si interessa agli altri bambini?”
  3. “A vostro figlio piace arrampicarsi sui mobili o sulle scale?”
  4. “Al vostro bambino piace giocare a Cucù? e a nascondino?”
  5. “Ogni tanto  gioca  a  “far  finta”  di  preparare  da mangiare o altro?”
  6. “Ogni tanto  usa  il  dito per  indicare  o  chiedere qualcosa?”
  7. “Ogni tanto usa il dito per indicare interesse per qualcosa?”
  8. ”E’ in grado di giocare in modo appropriato con giocattoli (es. macchinine o mattoncini) oltre che metterli in bocca, manipolarli o farli cadere?”
  9. “Il vostro  bambino  vi  porge  ogni  tanto  oggetti  per farveli vedere?”

La  sezione  è  relativa  all’osservazione  di  competenza degli Operatori Sanitari e dei Pediatri di Famiglia.
E’ importante rilevare che alcuni items corrispondono agli stessi della sezione A.

  1. Durante la visita il bambino vi fissa mai negli occhi?
  2. E’ possibile ottenere l’attenzione del bambino, indicare poi un oggetto interessante, segnarlo con il dito o nominarlo con un “oh, guarda…” e osservare che il bambino effettivamente si gira a guardare ciò che gli è stato indicato?
  3. E’ possibile interessare il bambino a un gioco di finzione, per esempio preparare qualcosa da bere o da mangiare?
  4. Chiedendogli “dov’è la luce” o “mostrami la luce”, ripetendo eventualmente la domanda con un altro oggetto conosciuto (es. l’orsacchiotto), il bambino riesce a indicare con il dito e contemporaneamente a guardarvi in faccia?
  5. Riesce a fare una torre? Con quanti cubi? di cubi

Quali percorsi riabilitativi ed educativi si possono intraprendere.
Dall’avvio della valutazione diagnostica è assolutamente necessario attivare con operatori specializzati un intervento abilitativo ed educativo di tipo cognitivo comportamentale. L’ABA (Applied Behavior Analysis), analisi applicata del comportamento, è un programma di intervento precoce ed intensivo che si fonda sulla modifica del comportamento all’interno di un ambiente strutturato, preferibilmente nell’ambiente di vita (casa, scuola) e da parte di genitori ed insegnanti al fine di costruire repertori comportamentali socialmente utili e ridurre quelli problematici. È l’approccio comportamentale più conosciuto e diffuso nell’educazione delle persone con Autismo.

L’autismo richiede la messa in campo di una eccezionale quantità di energie educative  che accompagnino il bambino prima e l’adulto poi verso l’espressione del suo potenziale e ne favoriscano l’integrazione nel tessuto sociale. L’Associazione A.G.S.A.S., che da anni si occupa di ricerca, formazione e trattamento abilitativo, ha al suo interno uno staff educativo qualificato nelle tecniche scientificamente validate che attraverso il Trattamento Educativo Integrato per le Persone con Autismo (TEIPA) prende in carico la persona con Autismo (bambino, adolescente e adulto) e il suo contesto di vita con interventi realizzati in ogni ambiente (casa, scuola, centro, territorio) ed in ogni momento della giornata.

A Palermo
Presso il Centro di via don Orione 18A, un bene confiscato alla mafia, vengono offerte attività riabilitative individuali e di gruppo per bambini, adolescenti e adulti secondo i bisogni educativi specifici e gruppi di formazione e supporto ai genitori. Inoltre dispone di un numero verde per fornire informazioni e supporto a distanza (800.144.155).

Per informazioni su questa sindrome puoi leggere: E’ autismo, che fare?

Per info: www.autismoperche.it   info@autismoperche.it
Dott.ssa Gabriella Lo Casto
Psicologa Psicoterapeuta
A.G.S.A.S. ONLUS

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