La carie: come prevenirla

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carie2Un’efficace terapia che prevenga la carie non può che partire dalle condizioni generali che la favoriscono. I rischi di carie sono vari, tra cui le alterazioni del flusso salivare, la presenza di un’arcata dentaria disarmonica e le cattive abitudini alimentari.
Le alterazioni del flusso salivare, sia quelle di tipo quantitativo (tra i 600 e i 700 ml al giorno) sia quelle di tipo qualitativo (PH, alterazione delle concentrazioni dei componenti della saliva), hanno una funzione fondamentale. Infatti, la saliva combatte la carie tamponando l’acidità della bocca, e ha funzione sia microbicida sia immunitaria. Un’arcata dentaria disarmonica (denti storti), facilita, invece, la formazione della placca cariogena rendendone difficile la rimozione. La frequenza elevata di assunzione di zuccheri mantiene un pH della bocca acido, e la demineralizzazione è continua. Per prevenire questo, occorre lavare i denti preferibilmente mezz’ora dopo ogni pasto, poiché nei primi minuti dopo l’assunzione del cibo l’alto livello di acidità della bocca predispone ad una demineralizzazione superficiale che combinata allo spazzolamento può col tempo causare erosioni chimiche. Una volta instaurato il processo carioso, ossia la formazione di una cavità prima nello spessore dello smalto e poi in quello della dentina, esso continua senza sosta, fino ad arrivare alla polpa del dente. La polpa, come del resto tutti i tessuti dentari, non ha capacità riparative, per cui i danni, in assenza di cure, sono permanenti. L’esposizione intrauterina e al piombo durante i primi anni di vita promuove la carie dentaria, così come il cadmio può sostituirsi al calcio, favorendo la carie dentaria.
In alcuni casi, soprattutto nei denti maturi (con il tempo la dentina diventa meno permeabile) e nelle persone anziane, il processo carioso può essere talmente lento da portare ad una parziale rimineralizzazione del tessuto cariato, che assume un aspetto molto scuro. Così, si parla di “carie secca”, una volta considerata condizione stabile, in realtà a lentissima progressione. Questa condizione è virtualmente asintomatica può rimanere silente molto a lungo, e sarà rilevabile solo con l’indagine radiografica che rileverà il tipico aspetto del granuloma periapicale (flogosi cronica), oppure per la sovrainfezione del tessuto necrotico, con conseguente comparsa del quadro di parodontite apicale acuta. L’unico specialista sanitario che in Italia ha il titolo per eseguire terapie della carie è l’Odontoiatra regolarmente iscritto all’albo degli Odontoiatri.
carie1La terapia della carie consiste nella rimozione del tessuto decalcificato e infetto, mediante l’utilizzo di adeguati strumenti meccanici, manuali o dei moderni Laser e nel realizzare un adeguato restauro estetico e funzionale. La terapia della pulpite consiste nell’asportazione completa della polpa e del materiale infetto e necrotico, mediante strumentazione meccanica e accurata disinfezione. Si usano soluzioni di ipoclorito di sodio e la sigillatura dell’endodonto con un adeguato restauro del dente. Nel caso di dente giovane e con pulpite in fase iniziale si può eseguire, previa asportazione del tessuto infetto e adeguata disinfezione della cavità, la tecnica di incappucciamento vitale. Si può usare una copertura per la polpa (principalmente con idrossido di calcio) al fine di riottenerne la guarigione salvaguardando la vitalità del dente. Questa tecnica è tuttora fondamentale e richiede il monitoraggio del dente nel tempo e si utilizza per favorire la formazione degli apici radicolari.
La prevenzione della carie è la migliore terapia e anche quella più economica. Un’igiene orale professionale è quella che si fa almeno due volte l’anno presso l’odontoiatra. A questa, si accoppia un’accurata e costante igiene domiciliare quotidiana correttamente effettuata mediante l’ausilio di spazzolino da denti, dentifricio, filo interdentale, scovolini idropulsore. Il fluoro ha la capacità di remineralizzare lo smalto dentale, formando la fluorapatite, sostanza più resistente all’azione degli acidi. Inoltre, blocca le vie metaboliche dei batteri responsabili della carie e riduce l’adesività batterica sulle superfici dentarie. Bisogna comunque prestare particolare attenzione all’utilizzo di questo elemento, poiché esso si trova in numerosi prodotti per l’igiene orale, gomme da masticare, anestetici, psicofarmaci e altro, oltre che ovviamente in natura. Se assunto senza attenzione entro la pubertà, infatti, è possibile incorrere in una fluorosi ossia una intossicazione da fluoro, provocando, quindi, danni ai denti, alle ossa ed al sistema nervoso. La fluorosi perviene se durante l’istogenesi dei tessuti duri del dente (fino ai 12 anni), l’assunzione di fluoro supera i 2 mg al giorno. Un utile pratica di prevenzione primaria è la sigillatura dei solchi dei primi molari in bambini di 7-8 anni, poiché è dimostrato che buona parte delle lesioni cariose si sviluppa proprio nei solchi presenti sulla superficie occlusale dei molari. Sigillando questi solchi con una resina fluida, si protegge il dente dall’attacco degli acidi dei batteri. Grande importanza assume l’alimentazione, poiché bisogna evitare i cibi ricchi di zuccheri semplici, quali glucosio e saccarosio, prediligendo i cibi ricchi di calcio come i latticini, e di fibre come frutta, frutta secca, ortaggi e verdure. In generale, chi si alimenta con dieta proteica ha una minore incidenza di carie. Assumere durante la giornata acqua non gassata migliora la detersione dei denti, limita la formazione della placca, neutralizzando il PH orale e aumentando il flusso salivare.
È bene evitare bibite gassate e zuccherate che forniscono alla placca batterica il substrato per produrre gli acidi e la presenza della CO2 favorisce a lungo termine la formazione di erosioni dello smalto. Tra le bibite è preferibile assumere il thè senza zuccheri aggiunti che contiene fluoro, così come il cacao e il cioccolato fondente. Da bandire le merendine e i panini di farine bianche, poiché preparati con farine troppo raffinate ad alto contenuto di glucosio e soprattutto rilasciano sostanze che aderiscono ai denti. Quando si assumono frutti o bevande con PH acido, agrumi, spremute del loro succo o coca-cola ecc., tali sostanze tendono ad erodere lo smalto. In questo caso, bisogna evitare di spazzolare immediatamente i denti, limitandosi ad uno sciacquo con un collutorio o semplicemente con acqua, così da ridurre il tempo di contatto con il dente e ripristinare rapidamente il PH orale.

Dott Andrea Mortillaro

Medico Odontoiatra

 

Fonte: www.nellattesa.it Settimanale d’Informazione Socio-Sanitaria dell’ A.N.I.O. Onlus

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