Il prurito, cause e rimedi

Il prurito e chi non lo conosce? Quella sgradevole sensazione cutanea che induce a grattarsi con insistenza a volte insopportabile. Dal punto di vista fisiologico rappresenta la risposta dell’organismo a stimoli chimico-fisici irritanti, per lo più indotti dall’istamina, condotti attraverso le sottili terminazioni nervose poste tra lo strato esterno della cute, l’epidermide, e quello più interno, il derma.
L’intensità del prurito può essere diversa nelle differenti zone del corpo in relazione al numero di fibre nervose specifiche che innervano la zona interessata. Per questo è più raro sentire il prurito in certe aree corporee, come ad esempio nelle mucose.
Se risulta abbastanza semplice capire il meccanismo del prurito, risulta molto più difficile stabilirne le cause che possono essere molteplici, ovviamente oltre quelle occasionali dovute alle punture di insetti o a manifestazioni allergiche.
Le cause del prurito, in generale sono dovute ad uno stato di sofferenza della cute, irritata da agenti chimici aggressivi, come saponi, cosmetici, tessuti o farmaci o coinvolta in una patologia sistemica. Classicamente è dovuto ad uno stato di disidratazione della pelle. Nelle persone anziane la progressiva riduzione di attività delle ghiandole sebacee e la conseguente diminuzione dei lipidi cutanei alterano il giusto grado di morbidezza ed elasticità della pelle, con la conseguente disidratazione e desquamazione, con diminuzione della funzione di barriera della cute e l’insorgenza di dermatiti. Si tratta diprurito senile una forma di prurito che, all’inizio appare subdolo e non costante, ma diviene sempre più continuo ed intenso: è il cosiddetto prurito senile, che si localizza soprattutto al tronco e può associarsi ad insonnia e irritabilità dal momento che si accentua soprattutto nelle ore notturne. Alla diagnosi di prurito senile si arriva, di solito, dopo aver accertato l’assenza di alterazioni cutanee e la negatività all’esame clinico e ai test strumentali per la ricerca di eventuali condizioni patologiche generali. In alcuni casi, infatti, il prurito può essere l’espressione sintomatica di alcune malattie sistemiche:  malattie del sangue, insufficienza renale cronica, ostruzioni biliari, malattie endocrine come il diabete, malattie infettive, fino ad arrivare a certi tumori maligni.
Esistono poi tipi di prurito localizzato in determinate aree, specie ano-genitali, che riconoscono cause particolari e di conseguenza cure specifiche.
Appare evidente come l’approccio terapeutico al prurito debba essere guidato da una corretta identificazione diagnostica. Se si tratta di effetti legati alla irritazione cutanea, bisogna cercare di identificarne la causa: se è legata al tipo di sapone, cosmetico o detersivo usato per lavare gli indumenti, nel qual caso si dovrà sospendere l’uso del prodotto incriminato. In ogni caso va reidratata la pelle con una giusta alimentazione e l’apporto idrico adeguato. Nei casi d’intensa secchezza cutanea si può applicare localmente una crema adatta, di solito a base di sostanze grasse.
Se non vi sono lesioni cutanee, per ottenere un effetto umidificante della pelle, può essere utile l’uso di saponi acidi e di bagni con amido o avena. In alcuni casi può essere sufficiente cospargere le zone pruriginose infiammate e sudate con talco mentolato. Solo nei casi più ostinati di prurito, si possono usare antistaminici, localmente, sotto forma di creme o per via generale, sotto forma di compresse, ma solo dopo prescrizione medica in modo tale che se il sintomo persiste, si possa passare ad un approfondimento medico specialistico diagnostico.

Saverio Schirò

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