Il Fisioterapista: sappiamo chi è?

Sei un fisioterapista?! …mi faresti un bel massaggino alla schiena?”
Alla luce di quanto scritto, molti uomini palermitani gonfierebbero il petto e spaccerebbero se stessi  per fisioterapisti immaginando uno scenario simile a quello che viene reso esplicito da alcuni film a luci rosse quando la figura principale, per così dire, è quella tanto bramata dell’idraulico. In realtà, il percorso e gli aspetti prettamente tecnici del fisioterapista prendono lungamente le distanze dall’idraulico e, purtroppo, anche da una possibile evoluzione “romantica” della prestazione professionale da espletare. La verità è che la fisioterapia è ben lungi da ciò che traspare in maniera nitida dall’immaginario collettivo, il quale mette allo stesso livello di rappresentazione il “massaggino da centro benessere” ad una prestazione esclusivamente sanitaria.

Ben radicato nel palermitano è anche il senso di appartenenza a certe figure collegialmente non riconosciute, come ad esempio “U zzu Ninu ri manu santi“, oppure, “Don Tanino aggiustaossa” che, tra uno sfincione ed una riparazione di una gomma bucata, si dice che pratichino fisioterapia. Ma, aldilà dei nomi pressoché caratteristici, perché in un’era come la nostra, in cui le informazioni sono alla mercé di tutti, facilmente fruibili anche sulla rete, esistono fermamente certe situazioni?

Purtroppo elaborare una risposta potrebbe essere molto più complesso di quello che sembra, ma ciò che appare ineludibilmente chiaro è che la realtà odierna non favorisce di certo la tutela di salute del cittadino. Si potrebbe, forse, affrontare la situazione sollevata se ci affidassimo a certe stime tanto eclatanti quanto spaventose, che vedono  circa 50.000 “veri fisioterapisti” contro almeno il doppio di abusivi della professione di fisioterapista presenti su tutto il territorio nazionale.
L’allarme è già scattato da anni, ma il volume rimane purtroppo basso non provocando alcuna risonanza di notevole importanza. Chi gestisce il telecomando, le lobby, la politica, i manager e tutti coloro che dall’alto si occupano di sanità non hanno fatto abbastanza, o forse non hanno voluto fare.
Le conoscenze e le competenze professionali costano, e si capisce perché a qualcuno convenga assumere un praticone dal cervello ormai in fuga piuttosto che un vero fisioterapista. Si ricorda, che chiunque eserciti abusivamente una professione per la quale sia richiesta una speciale abilitazione dello Stato, commette il reato di “Esercizio abusivo di una professione”, ex art. 348 del Codice Penale, e dunque, merita di essere prontamente denunciato ai Nas dai cittadini che amano la propria salute e quella altrui.

Il vero fisioterapista si occupa di riabilitazione, ovvero, di “recupero di funzione” e non di certo del massaggino antistress. Il Dott. Bortone, presidente dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFi), prova a dare delle risposte su quali rischi si corrono se si incappa nelle mani di un abusivo:
Un professionista titolato è tenuto a informare il cittadino sugli interventi riabilitativi che ritiene più appropriati, a concordare gli obiettivi, i tempi e le modalità di attuazione del programma riabilitativo, svolge la professione nel rispetto dell’ordinamento giuridico e delle normative in materia di privacy, collabora con i sanitari di fiducia del paziente. Un trattamento competente parte dalla valutazione funzionale, che accerta e conferma l’introduzione diagnostica, e redige un programma riabilitativo condiviso.
L’abusivo ha un approccio molto grossolano, che rischia di non inquadrare il problema del paziente dal punto di vista clinico, con il pericolo di fare manovre maldestre. Nella  migliore delle ipotesi, può procurare un danno transitorio, nella peggiore, un danno permanente e irreversibile.“

Ma allora chi è il “vero fisioterapista”?

Il vero fisioterapista è il professionista sanitario laureato in Fisioterapia ed abilitato che pratica la professione, elaborando ed attuando direttamente interventi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori e di quelle viscerali. Secondo il profilo professionale (D.M. 741/94), il fisioterapista valuta e tratta i disturbi conseguenti a eventi patologici di varia natura, congeniti od acquisiti, e l’attività può essere svolta autonomamente o in collaborazione con altre figure sanitarie.

Non tutti sanno che, il fisioterapista, nell’ambito delle proprie competenze e in riferimento alla diagnosi ed alle prescrizioni mediche, o anche in assenza di esse:

  • valuta il paziente ed elabora un programma di riabilitazione personalizzato volto all’individuazione ed al superamento delle problematiche del paziente, se necessario lavorando anche in équipe multidisciplinare;
  • pratica autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive, utilizzando terapie fisiche, manuali;
  • propone l’adozione di protesi ed ausili, addestra il paziente al loro uso e ne verifica l’efficacia;
  • verifica le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale.

Sulla base di quanto affrontato, il palermitano medio avrebbe già sgonfiato il petto e si sarebbe rimesso sui suoi passi portandosi dietro però un’idea un po’ più conscia e seria della figura del fisioterapista ma decisamente smontata rispetto alla totalità delle aspettative. Ciò che preme ricordare è che la salute è un diritto di tutti i cittadini e, come tale, deve essere difeso incondizionatamente da tutti.
Quindi, cari palermitani e non, accertatevi sempre che il vostro fisioterapista sia un professionista sanitario competente e non uno specialista in quarume, o in carta assorbente per frittola, anche se quest’ultimo ha sicuramente più capacità stimolative sulle papille gustative. Vogliate bene a un vero fisioterapista perché lui fa lo stesso con voi. Un’ultima accortezza: non riproponete ad un “vero fisioterapista palermitano” la richiesta di un massaggino come ad inizio articolo, perché la sua risposta potrebbe, in via del tutto spontanea, risultare all’incirca questa: “Tu po salare!!!.

Andrea Lo Nigro

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