I rimedi della nonna

Quanti piccoli disturbi ci affliggono di tanto in tanto? Niente di particolarmente grave che necessita una visita medica o peggio il ricorso al Pronto Soccorso più vicino. E in questi casi non sappiamo cosa fare, se prendere farmaci e quali, se tenerci il fastidio o che altro.
Oggi è più facile e più corretto evitare il “fai da te” per quello che riguarda la salute e se i disturbi persistono, ci lasciano qualche perplessità o preoccupazione, è molto meglio rivolgersi al proprio medico curante che farà una diagnosi corretta e, se necessario, ci prescriverà una terapia o una visita specialistica.

Nel caso di disturbi più gravi, come svenimenti, dolori particolarmente acuti e persistenti all’addome, al petto o alla testa, bisogna valutare se è il caso di recarsi al Pronto Soccorso del più vicino ospedale per non sottovalutare problemi che potrebbero rivelarsi più seri del previsto.
Una volta non era così. Il medico curante non veniva interpellato per i piccoli fastidi quotidiani e così si sono sviluppati tutta una serie di rimedi “naturali” e semplici che sono stati tramandati fino a noi. Ciascuno ne conosce perché la nonna, la madre, una zia, una vecchia vicina di casa lo faceva con tanto successo.
Sul successo di questi rimedi non possiamo essere sicuri, soprattutto non si capiscono gli eventuali meccanismi d’azione ma per lo più sono innocui, a patto di eseguirli correttamente, con le piante di accertata provenienza e solo per i piccoli fastidi.
Adesso ne elencherò alcuni. Molti li conoscono e di alcuni ci sono diverse varianti. Sentitevi liberi di comunicarceli insieme alle ricette di cui avete conoscenza.
Buona salute a Tutti


emicraniaMAL DI TESTA
Il mal di testa è un malessere molto comune. Ha molte possibili cause e alcune sono sconosciute. I rimedi della nonna prevedevano l’uso di bere una tazzina di caffè amaro, a volte con l’aggiunta di tre gocce di limone. Non è un rimedio campato in aria, infatti è vero che la caffeina ha un grande potere analgesico tant’è che per anni è stato associato ad altri elementi in una compressa di grande uso per le cefalee: le compresse di Saridon, quelle nella piccola confezione di latta.
Un altro rimedio prevede l’applicazione di fette di patate posizionate sulla fronte e tenute insieme da una grande fazzoletto o un foulard. Non so quanto funzioni questo metodo però so che è molto usato anche in caso di insolazione.


orecchioPER LE ORECCHIE
Diversi sono i disturbi che riguardano l’orecchio: da una eccessiva produzione di cerume, ai tappi, fino ai fastidiosissimi dolori.
Per prima cosa sconsigliamo l’uso del cotton fioc che è giustamente considerata una “arma impropria” contro il nostro orecchio, per via dei danni che può provocare: le orecchie si lavano col sapone e si asciugano semplicemente con la punta di una tovaglia.
Adesso andiamo a vedere quali sono i rimedi della nonna per i disturbi alle orecchie. Possiamo innanzitutto dire che spesso funzionano davvero.
Per sciogliere il cerume, basta fare scivolare una goccia di olio di oliva e lasciarlo riposare tutta la notte. Se il cerume è duro ed ha formato un tappo, si può provare con i “coppitelli” di cera. Come si fanno? Basta avvolgere un po’ di garza (o striscia di cotone) intorno ad una penna, accendere una candela facendo colare la cera sull’astuccio e rotolare fino a riempirla tutta con uno strato di pochi millimetri. Una volta indurito, si sfila la penna lasciando un tubetto di garza avvolto nella cera: il “coppitello”.
Fatene due o tre allo stesso modo. A questo punto bisogna far poggiare la testa su di un cuscino coppitello nell'orecchioe coprire il viso con una tovaglietta o un asciugamano lasciando scoperto l’orecchio incriminato. Si introduce la punta del coppitello e si accende come una candela. Il fuoco procederà lentamente procurando un piacevole calore e un “friccicore” dentro l’orecchio.
A due o tre centimentri dall’orecchio, quando il calore sarà diventato insopportabile  si toglie il coppitello, si spegne e si apre per verificare l’esito dell’operazione.
Con grande sorpresa noterere che l’interno del coppitello sarà intriso di cerume giallo scuro e altro più chiaro e più solido. Ripetete l’operazione un’altra volta o altre due e vedrete risultati sorprendenti. (Se vi viene più facile potete comprare i coppitelli direttamente in farmacia!)


bocca-denti-bianchiPER LA BOCCA
La bocca è una finestra aperta sul mondo: ci sa dare tanto piacere ma altrettanta sofferenza.
Per prima cosa parliamo dei denti. Tutti ormai sono d’accordo sulla necessita di lavarli e lavarli spesso e bene, però a volte rimangono con un alone giallastro (specie per chi consuma caffè e sigarette) o con un profilo di tartaro più scuro intorno alle gengive.
La cura corretta prevede la visita dal dentista con l’ablazione del tartaro almeno due volte all’anno. Nel frattempo, per sbiancare i denti possiamo usare delle foglie di salvia fresca da??????????????????????????????? strofinare sui denti o un pizzico di bicarbonato sullo spazzolino. Questa seconda procedura lascerà i denti puliti e bianchissimi, però non è bene praticarla troppe volte perché l’effetto abrasivo del bicarbonato alla lunga potrebbe graffiare lo smalto.
Per il mal di denti rimedi ce ne sono pochi perché la carie o l’infiammazione, di solito riguardano il nervo che è difficile da raggiungere. Tra una passeggiata e un’altra, perché stando in piedi è assodato che il dolore si lenisce, si potrebbe applicare un pezzetto di aglio crudo all’interno della carie.
Per le infiammazioni delle gengive e in genere del cavo orale la malva è un vero toccasana. La si può trovare in qualsiasi campagna ed anche in città perché è una pianta comunissima. Simalva_sylvestris_H lavano le foglie (che di solito sono bucherellate) si fa un decotto mettendole a bollire in un tegamino e si fanno gli sciacqui col liquido raffreddato. Le foglie possono essere poste sulle gengive infiammate con grande sollievo.
Le afte, quelle piccole ulcerazioni fastidiosissime che si producono sulla lingua o nella parte interna della bocca, non hanno ancora una causa accertata. E allo stesso modo tutti i rimedi farmacologici sono palliativi. A questo punto meglio davvero usare un rimedio della nonna, che darà gli stessi effetti dei medicinali, ma almeno non costa nulla e non ci fa mettere medicinali in bocca. Nel caso delle afte pare abbia successo l’uso del bicarbonato di sodio sull’ulcerazione. Magari non passa subito però procura una certo sollievo.
L’herpes, invece, attacca di solito il labbro esterno raggiungendo talvolta anche il naso. La causa è una infezione virale che dimora normalmente in noi stessi emergendo durante l’abbassamento delle difese immunitarie come in caso di influenza. A quanto pare non è contagioso: chi ce l’ha se lo tiene!
La cura sicura è l’uso di una crema antivirale, ma pare che un pezzetto di limone mantenuto sulla piaga possa aiutare a farla essiccare prima.


naso chiusoPER IL NASO
I disturbi al naso di solito riguardano le malattie da raffreddamento, col naso chiuso e lo sgocciolamento continuo di muco. C’è poco da fare. Fazzoletto in mano, bisogna aspettare circa una settimana perché passi. Ci pensa il nostro organismo a farci guarire e a nulla valgono le cure: dura sempre una settimana.
Per il naso chiuso non è bene abusare di farmaci che si inalano o si spruzzano: molti a lungo andare e se usati eccessivamente possono procurare problemi cardiaci a partire dalla pressione alta perché sono farmaci ad effetto vasocostrittore.
Per il naso chiuso basta spruzzare un po’ di acqua con il sale (si può usare una siringa… senza ago, mi raccomando!) e sarà sufficiente. Per i casi più ostinati si possono fare i perfumi con le foglie dell’eucalipto, albero comunissimo dalle nostre parti. Si lavano le foglie si mettono a bollire e poi in una bacinella si respirano le esalazioni coprendo il capo con una tovaglia.
Per il sanguinamento del naso, la cosiddetta epistassi, una volta si metteva una monetina proprio sopra il naso, all’incrocio tra le sopracciglia e si volgeva il capo all’indietro. Sembrava funzionare, ma in effetti reclinando il capo all’indietro il sangue veniva inghiottito e per questo non si vedeva fuoriuscire dal naso. Molto meglio e davvero funzionale è l’uso dell’acqua ossigenata. Si imbeve un batuffolino di cotone idrofilo di acqua ossigenata e si spinge dentro la narice con uno zaffo (si dice così) e in poco tempo il sanguinamento sarà finito. Il capo si tiene reclinato in avanti per verificare che davvero  l’epistassi sia cessata.


occhioPER GLI OCCHI
Con gli occhi andiamoci piano: sono molto delicati e non è bene fare prove o esperimenti.
Alcuni hanno l’abitudine di farvi scivolare una goccia di limone per disinfettarli, ma francamente mi sembra una pratica azzardata oltre al fatto che brucia maledettamente.
Per piccoli disturbi come arrossamenti basta una goccia o due di camomilla per un sicuro effetto rinfrescante. Anche per l’orzaiolo, quella piccola puntina che a volte compare all’interno della palpebra ed è causata da una infezione da stafilococco, la camomilla o la malva (ben pulita, mi raccomando!) possono accelerarne la guarigione.


capelliPER I CAPELLI
Se cadono c’è poco da fare! Non credete alle cure miracolose che si promettono in televisione: se funzionassero davvero non ci sarebbero persone calve… e invece (Berlusconi docet!)
Se invece il problema è che avete i capelli grassi, dopo lo shampoo, una leggera frizione con succo di limone, prima del risciacquo, darà una sensazione di leggerezza e freschezza particolari.
Per la forfora si può usare un decotto con le foglie delle ortiche oppure applicate una leggera frizione con l’olio di oliva prima dell’ultima passata di shampoo. Tuttavia gli shampoo antiforfora funzionano meglio. Forse è il caso di cambiarli di tanto in tanto per avere maggiore successo.

Prima di continuare con altri fastidi e altri rimedi naturali volevo ribadire la prudenza specie quando si maneggiano erbe e piante. Infatti bisogna essere assolutamente sicuri di quello che stiamo usando dal momento che molte piante sono dei veri e propri veleni e possono nuocere alla salute. Un esempio per tutti: la famosa cicuta, veleno che veniva usato nell’antica Grecia per dare la morte ad alcuni condannati illustri (Socrate fu uno di questi) è una pianta molto comune dalla nostre parti e somiglia straordinariamente al nostro prezzemolo; le distingue l’odore sgradevole della cicuta, ma non sempre stiamo ad odorare le piante prima di usarle.
Quindi massima attenzione!

prezzemolo Cicuta

 

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