Esofagite da reflusso gastrico

Salve dottore, sono Vincenza ed ho 31 anni.
Le volevo chiedere di un problema che mi assilla da un pò di mesi. Sento spesso, a volte in modo più evidente a volte meno, gonfiore alla gola, non mal di gola, soprattutto da un lato.
Mi è stato detto che può essere causato da un problema di esofagite che mi è sorto di recente, e che nonostante la cura persiste, inoltre, non so comunque se sia indifferente, mi hanno diagnosticato un setto nasale deviato, che devo dire, non mi ha mai creato problemi, fino ad ora. Spesso adesso ho la narice chiusa, e respiro non a piene narici. E’ davvero fastidioso e non solo, sentire sempre in fondo alla gola questo gonfiore.
A volte addirittura la parte sopra il palato (non so come si chiama in gergo medico) mi da senso di gonfiore che prima non avevo. Adesso si è aggiunto un senso di tensione, che non capisco se sia muscolare o se possono essere ghiandole infiammate, che comunque non noto gonfie, anche se è capitato in passato. Cosa mi consiglia di fare?
La ringrazio per l’attenzione e per il suo prezioso consiglio che vorrà darmi,
cordialmente Vincenza.

Risponde il dottor Alberto Tennerello, medico otorinolaringoiatra presso l’ARNAS ospedale civico – Di Cristina – Benfratelli di Palermo.

Vincenza, devo supporre che l’esofagite di cui parla sia dovuta ad un reflusso gastro-esofageo, cioè il succo acido dello stomaco, specialmente la notte per la posizione distesa, risale attraverso l’esofago, da cui l’esofagite, arriva sino alla gola, dove determina faringite con la sensazione di gonfiore (tecnicamente chiamasi sensazione di corpo estraneo in gola), ma può anche risalire sino al naso così come discendere verso le corde vocali ed i polmoni dove può determinare laringiti ed anche polmoniti nei casi più gravi. Inoltre, nel suo caso si presenta una possibile aggravante: la deviazione del setto, che può determinare una ostruzione respiratoria nasale, in particolare sempre la notte nella posizione supina, che è ulteriore stimolo irritativo per il faringe.
Per la terapia il primo consiglio, nell’ipotesi del reflusso, e di non coricarsi subito dopo il pasto, ma almeno dopo 1,5/2 ore, momento in cui dovrebbe essere già completata la fase gastrica della digestione; secondo utilizzare un riduttore della secrezione gastrica (omeprazolo, pantoprazolo, etc.) ed uno sciroppo inibitore meccanico del reflusso (gastrotuss, gaviscon, etc.); terzo ripristino di una buona respirazione nasale (chirugica o medica); quarto (se non primo) appropriata visita specialistica, perché ricordiamoci sempre che un valido professionista non fa mai diagnosi e terapia per telefono, e la pillola dell’amica o della signora della porta accanto può essere molto pericolosa.

Dott. Alberto Tennerello
Otorinolaringoiatra

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