Controllo Pacemaker e Defibrillatore

Buona sera. Il mese scorso mi hanno impiantato un defibrillatore cardiaco. Dopo il primo impatto negativo adesso mi sto abituando a questo “corpo estraneo”. La settimana prossima andrò al primo controllo e vorrei sapere cosa aspettarmi. E le sarei grato se mi spiegassi se c’è differenza tra il pacemaker ed il defibrillatore. Grazie.
Luciano S.

Se abbiamo avuto impiantato un pacemaker (→ Impianto di pacemaker) o un defibrillatore vuol dire che il sistema elettrico del nostro cuore ha qualche problema che il cardiologo ha rilevato attraverso gli esami strumentali o la visita a cui ci ha sottoposto.

Differenza tra pacemaker e defibrillatore

Il pacemaker (→Pacemaker cardiaco: com’è fatto e come funziona) è un generatore di impulsi elettrici a bassa energia con un sistema complesso di circuiti elettronici, capace di monitorare il battito del nostro cuore e di erogare un impulso elettrico se la frequenza cardiaca scende al di sotto dei valori di programmazione. Dunque se abbiamo avuto disturbi del ritmo con una frequenza bassa o molto bassa, il pacemaker risolverà completamente questo problema.

Il defibrillatore, (→Vivere con il defibrillatore) oltre ad essere un pacemaker a tutti gli effetti, e quindi con la capacità di rilevare costantemente il ritmo cardiaco, può riconoscere una aritmia cardiaca pericolosa ed iniziare un trattamento terapeutico elettrico per risolverla prima che degeneri fino alla morte del paziente.
Questa terapia elettrica è di due modalità: la prima chiamata ATP (Anti Tachi Pacing) consiste in una serie di sequenze di impulsi di stimolazione che spesso riescono a risolvere la tachicardia ventricolare senza che il paziente avverta alcun sintomo di intervento; in determinati casi di aritmia ventricolare più pericolosi, il defibrillatore eroga uno shock(una scarica elettrica) che azzera l’attività del cuore e consente il ripristino del ritmo naturale. In questo caso il paziente avverte un colpo, una scossa più o meno forte al centro del petto o una sensazione molto simile e comunque inequivocabile.

Impianto di pacemaker o defibrillatore

La tecnica di impianto è la stessa: entrambi vengono inseriti chirurgicamente e in anestesia locale sotto la clavicola (generalmente sinistra) e collegati al cuore con uno, due o tre elettrocateteri attraverso i quali il generatore rileva il battito cardiaco, eroga la corrente di stimolazione e nel caso del defibrillatore eroga la terapia elettrica. L’intervento è abbastanza sicuro ed i rischi sono davvero bassi. Sono necessari due o tre giorni di ricovero.

Il controllo pacemaker e defibrillatore


consigli-per-pace-makerIl pacemaker o il defibrillatore vengono programmati subito dopo l’impianto dal cardiologo e dall’ingegnere dell’azienda produttrice nel caso del defibrillatore. Dopo di che il paziente viene dimesso ma deve sottoporsi a controlli strumentali secondo un calendario abbastanza regolare.


Quando si effettuano i controlli?

Dopo l’impianto, il primo controllo normalmente si effettua dopo circa 6/8 settimane.
Il secondo controllo si esegue generalmente entro i sei mesi successivi. I defibrillatori continueranno ad essere controllati sempre entro i sei mesi mentre i pacemaker potranno essere controllati annualmente, fino a quando gli indicatori di scarica della batteria non segnalano una diminuzione della energia.
Da questo momento i controlli seguiranno cadenze sempre più brevi fino all’indicazione di sostituzione (sostituzione elettiva) che normalmente avviene con largo anticipo (almeno 3 mesi o più) dal momento di fine vita della batteria.
A quel punto il generatore verrà sostituito (tutto il generatore perché la batteria si trova al suo interno) in Day Hospital mentre gli elettrocateteri non vengono cambiati.

Come si effettua il controllo?

Il paziente si reca al Centro cardiologico, dove un medico, un ingegnere, un tecnico o un infermiere specializzato eseguiranno il controllo tramite il programmatore dedicato. Si tratta di un computer dedicato a questo scopo che con un collegamento telemetrico (una bacchetta collegata al programmatore e poggiata sullo stimolatore del paziente) “interroga” il pacemaker o il defibrillatore e può interagire con i dati di programmazione e con la sua memoria, verificando tutte le misure necessarie. In questo modo è anche possibile modificare i parametri di funzionamento qualora fosse necessario.

Il controllo del PM e del ICD (defibrillatore impiantabile) ha lo scopo di:

  1. Ottimizzare le funzioni dello stimolatore adeguandole al paziente
  2. Verificare l’integrità del circuito di stimolazione
  3. Identificare eventuali problemi derivati dalla programmazione
  4. Verificare la presenza e la natura di episodi di aritmia memorizzati
  5. Misurare lo stato di carica della batteria.

Chi esegue il controllo del pacemaker o del defibrillatore?

Trattandosi di un controllo strumentale, cioè tecnico, il controllo deve essere effettuato da personale esperto nella conoscenza dei dispositivi e dei programmatori. Per questa ragione il controllo non può essere effettuato da un medico qualsiasi, neppure cardiologo, se non ha sufficiente esperienza tecnica di elettrostimolazione cardiaca e non ha soprattutto gli strumenti necessari. Questo rende difficile la possibilità di eseguire il controllo nel proprio domicilio.
In un Centro cardiologico attrezzato di tutti i programmatori (poiché le aziende che producono pacemaker e defibrillatori sono diverse e per ogni tipo di dispositivo occorre il programmatore dedicato) il controllo viene effettuato, dunque, da un cardiologo, un ingegnere, un tecnico o un infermiere professionale che hanno acquisito l’esperienza tecnica nel settore e dunque sono in grado di leggere correttamente i dati del dispositivo e verificarne il corretto funzionamento.

Controllo remoto (da casa)

Trasmettitori

I nuovi dispositivi impiantati, tutti i defibrillatori e per adesso alcuni pacemaker, possono essere controllati in remoto, cioè da casa propria, tramite un trasmettitore che è capace di ricevere i dati dal defibrillatore impiantato e inviarli in automatico al Centro Ospedaliero, dove un medico o un infermiere specializzato potrà controllarli (→ Controllo a distanza dei pacemaker e defibrillatori). Il servizio è completamente gratuito compreso il trasmettitore che verrà fornito dall’azienda ad ogni paziente che lo richiede.
In alcuni casi è necessaria una linea telefonica dove collegare il trasmettitore, per altri dispositivi non occorre neppure il telefono. Le trasmissioni sono automatiche, il paziente non deve fare nulla per inviare i dati (tranne per alcuni pacemaker) e se l’operatore che fa il controllo riscontra anomalie o allarmi, è lui a chiamare il paziente.

Naturalmente non è un servizio di Pronto soccorso e se il paziente sta male o avverte scariche dal defibrillatore deve andare subito in ospedale. 

Saverio Schirò

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11 Commenti

  1. Come sapere se uno dei tre cateteri funziona? ho il defribillatore Oregon Scentific ed all’ultimo controllo il sinistro non funzionava, (da quando non si sa) è stato aumentato il voltaggio da 1,3 V a 3,1 V con conseguenza di riduzione della durata dell’ICD da 8 anni a 3,5 anni. quali sono i sintomi di tale anomalia, e come può l’utente accorgersene? GRAZIE

    • Buongiorno. Sfortunatamente non c’è modo di verificare il corretto funzionamento di un elettrocatetere specialmente in ventricolo sinistro. Non ci sono sintomi immediati. Solo il controllo col programmatore può verificare il suo corretto funzionamento. Che poi il catetere sinistro si sposizioni è possibile dal momento che non si può ancorare nella sede di impianto.

  2. Salve, mio marito é portatore di defibrillatore BIO-TRONIK d’appena 1 mese, sembra andare tutto bene, però oggi i suoi battiti del cuore riscontrati con la misurazione della pressione sono stati di 50.C’è da preoccuparsi??? Frazie anticipatamente x la sua rispista.

    • Buongiorno. Non serve preoccuparsi. 50 di frequenza cardiaca in un portatore di pacemaker possono essere normalissimi.
      Spesso è la frequenza minima alla quale si programma il PM. Altre volte è una lettura errata del dispositivo usato per rilevare la frequenza cardiaca (di solito il misuratore della pressione). Solo rarissimamente è dovuto ad un malfunzionamento del pacemaker.
      In assenza di disturbi, aspetterei tranquillamente il controllo in ambulatorio che dovrebbe essere a breve.

  3. Buon giorno, sono portatore di un defibrillarore e da tre giorn alle ore 6,45 suona, chiedo se se devo preoccuparmi, tenuto conto che dalla trasmissione remota aseguita non emerge alcuna anomalia.
    grazie per la risposta

    • Buongiorno. Il defibrillatore suona per segnalare una mancata trasmissione o una anomalia riscontrata. Preoccuparsi non è il caso, anche perché la trasmissione dei dati in remoto non segnala nulla, come lei afferma. Tuttavia temo che l’allarme acustico continuerà finché il defibrillatore non sarà interrogato con il programmatore.

    • Buongiorno Giusy. Il pacemaker si sostituisce quando la batteria si scarica e questo si può verificare al controllo in ambulatorio.
      In ogni caso rossore e sudorazione non sono riferibili alla carica della batteria del pacemaker. Le suggerirei di recarsi al Centro dove effettua i controlli del pacemaker per verificare lo stato del pacemaker e della tasca di impianto.

  4. Buonasera, volevo cortesemente chiedere delucidazioni riguardo il cambiamento dei battiti dopo aver inserito il pacemaker. All’atto dell’inserimento era regolato sui 60 battiti al minuto.
    Dopo il primo controllo effettuato dopo un mese circa i battiti erano variati sui 72. Mi chiedo se è possibile che il tecnico abbia potuto variare i battiti del pacemaker o se i battiti siano variati a prescindere da un intervento esterno. Grazie

    • Buonasera Nicola. Tutto è possibile, ma la cosa più probabile è che il suo cuore ha deciso di battere più velocemente per cui il suo pacemaker, correttamente lo asseconda. Non c’è nulla di strano in questo, stia tranquillo.

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