Controllo a distanza dei pacemaker e defibrillatori

Grazie allo sviluppo tecnologico delle Aziende produttrici, già da diversi anni, i pacemaker e i defibrillatori impiantati possono essere sottoposti al controllo a distanza (in remoto) senza che il paziente si muova da casa.

Cosa è il controllo a distanza?
Al momento della dimissione, dopo l’impianto, o al primo controllo in ambulatorio, al paziente viene fornito gratuitamente un trasmettitore da tenere a casa collegato ad una presa elettrica, possibilmente in camera da letto. Questo dispositivo è capace di collegarsi al PM o ICD, leggere i dati ed i parametri di funzionamento ed inviarli automaticamente ad un sito web centralizzato al quale può accedere in maniera protetta lo staff clinico che ha in cura il paziente. In caso di malfunzionamenti, anomalie dei circuiti o il riscontro di modificazioni dello stato clinico del paziente, sarà il Centro stesso a chiamare il paziente e fornirgli delle indicazioni.

Come funziona il monitoraggio a distanza?
Praticamente tutti i defibrillatori impiantati e molti pacemaker sono in grado di collegarsi senza fili (wireless) al dispositivo capace di leggere i dati di programmazione: che sia il programmatore in ospedale o il trasmettitore a casa. Per i pacemaker senza tecnologia wireless, il collegamento deve essere ottenuto manualmente. Per questo è possibile il controllo remoto di questi dispositivi.
Così, a cadenze prefissate dallo staff sanitario (di norma ogni 3 o 4 mesi), dispositivo e trasmettitore entrano in collegamento ed avviene la trasmissione e l’invio dei dati. In più, in caso eventi particolari, malfunzionamenti, anomalie dei circuiti e altri allarmi programmati, avviene un invio automatico dell’allarme che può essere notificato allo staff sanitario tramite fax, mail o MSG sul cellulare. Questo consente di venire a conoscenza della anomalia molto prima del controllo tradizionale, a volte in tempi brevissimi, che mettono al sicuro il paziente.
Inoltre in caso di sintomi riconducibili al funzionamento del dispositivo pacemaker o defibrillatore, il paziente stesso o un parente, può inviare una trasmissione manuale dei dati e poi chiamare il Centro per verificare se qualcosa è accaduto.
Va comunque tenuto bene a mente che il Controllo Remoto non rappresenta un sistema per la gestione delle emergenze. Il Centro che è abilitato al controllo non conosce lo stato di salute del paziente in tempo reale ed in ogni caso nulla può fare, per cui in presenza di sintomi e malesseri che richiedono l’assistenza, occorre riferirsi al 118, al Pronto Soccorso o al medico di fiducia!

A cosa serve il controllo a distanza dei pacemaker e defibrillatori?
Una volta impiantato, un pacemaker o un defibrillatore ha bisogno di essere controllato periodicamente (controllo del PM e ICD). Deve essere verificata la carica della batteria, l’integrità dei circuiti, il corretto funzionamento, la programmazione ed eventuali episodi aritmici registrati dal dispositivo impiantato. Tutti parametri che assicurano col buon funzionamento una corretta terapia applicata al paziente. Perché in definitiva, attraverso il dispositivo impiantato è il paziente che viene “controllato”.
Questi controlli avvengono normalmente in ospedale, nell’ambulatorio dedicato, con cadenze che vanno dai 6 mesi all’anno, per intensificarsi in occasione di situazioni particolari, o quando si avvicina il momento della sostituzione del dispositivo per l’esaurimento della batteria.
Si capisce che aumentando di anno in anno il numero di impianti, si moltiplicano di conseguenza il numero di visite ambulatoriali, con disagio dei pazienti che devono recarsi più volte in ospedale e il carico di lavoro che diventa sempre più gravoso per il Centro.
Numerosi studi clinici hanno dimostrato che il monitoraggio remoto può ridurre il numero di controlli ambulatoriali tradizionali, senza compromettere la sicurezza del paziente. Inoltre il monitoraggio continuo permette di identificare situazioni a rischio molto precocemente e pertanto di intraprendere iniziative per porvi rimedio prima che degenerino in situazioni più gravi.

Chi può ricevere il trasmettitore per il controllo a distanza?
In teoria chiunque abbia avuto impiantato un defibrillatore o un pacemaker compatibile, potrebbe ricevere il trasmettitore ed essere controllato a distanza. In realtà non è così perché molto dipende dal Centro in cui avviene l’impianto. Da ospedale ad ospedale cambiano le strategie, per cui il controllo remoto in atto è assicurato secondo le scelte del Centro. In alcuni casi il trasmettitore viene proposto a tutti, in altri a determinate condizioni cliniche o geografiche (ad esempio a pazienti che vivono molto lontani dal Centro di controllo). In alcuni pochi ospedali, il Servizio non è ancora attivo.

Sistemi disponibili di monitoraggio a distanza
Le Aziende produttrici di pacemaker e defibrillatori che in atto prevedono un Sistema di monitoraggio a distanza sono:

BIOTRONIK Homemonitoring
BOSTON SCIENTIFIC Latitude NXT
MEDTRONIC Carelink
S. JUDE MEDICAL Merlin@Home
SORIN GROUP – LIVANOVA Smartview

Il Trasmettitore è fornito gratuitamente dall’Azienda produttrice, tuttavia in alcuni Centri può essere richiesto un modesto contributo annuo per il  Servizio di controllo a distanza.

Saverio Schirò

8 Commenti

  1. volevo sapere ho un pacemaker inpiantato nel 2014 per una miocardite mi hanno dato un”apparecchio medtronic per monitorare il pacemaker se volessi avere documentazione del monitorarrio del pacemaker come posso fare?

    • Buongiorno Michele. Per avere il report del controllo remoto basta chiederlo al Centro che si occupa del controllo remoto, ed ottenerne una copia, anche via e-mail se è il caso.

  2. Buongiorno.. un informazione generica.. mi è stato installato un loop recoder medtronic da circa 40 gg e ancora oggi manifesto dolori e bruciore intorno al chip.. questo dispositivo è stato installato perché ho dolore toracico sx con pesantezza braccio sx.. vari episodi di stanchezza e svenimenti con sudorazione eccessiva, affaticamento.. la coronografia è negativa nn ci sono coronarie otturare.. ecocardiografia lieve ingrossamento ventricolo inferiore sx del cuore.. ogni due tre gg al max ho questi problemi che memorizza il medtronic tramite telecomando in dotazione.. ho fatto 4 ricoveri in un mese e attualmente non stanno trovando una soluzione al problema.. attualmente il cuore non segnala anomalie. Cosa posso fare?
    Posso richiedere dei permessi lavorativi tipo 104 con loop recoder! O invalidità? Considerando che lavoro in polizia privata con varie radiofrequenze trasmettitori e rilevatori metaldetector.. grazie

    • Ciao Roberto. Andiamo in ordine. Dolori e bruciori nella sede dell’impianto possono essere possibili e passeranno col tempo. L’importante è che non si manifestino rossori o rigonfiamenti nella zona.
      Per i disturbi segnalati, come il dolore toracico o la pesantezza al braccio, il loop recorder non è in grado di dare alcun chiarimento perché può rilevare solo problemi legati al ritmo cardiaco.
      Serve giusto a chiarire se gli svenimenti possono essere legati ad un problema di ritmo. Fra l’altro memorizzare gli eventi col telecomando esaurisce la capacità dell memoria del loop che dopo un certo numero di eventi registrati non mostra più i tracciati. Quindi è preferibile usare il telecomando solo in presenza di reali sintomi. Ovviamente ad ogni interrogazione col programmatore la memoria verra ripristinata.
      Nessun permesso o legge 104 per il semplice fatto di essere portatore di loop recorder: si tratta di un dispositivo diagnostico e non di una patologia. E infine, nessun dispositivo a radiofrequenza o simile interferisce col loop recorder.
      Per altri chiarimenti sempre a disposizione.

  3. Buonasera,

    Volevo chiedere un informazione riguardante il trasmettitore. E’ un trasmettitore standard che può comunicare con diversi pacemaker anche prodotti da diverse case produttrici o ogni pacemaker al suo proprio trasmettitore?

    Ringrazio in anticipo

    • Buonasera Lorenzo. Ogni Azienda produttrice ha il proprio trasmettitore dedicato. E poi il pacemaker o il defibrillatore impiantato sarà associato ad un unico trasmettitore.

      • La ringrazio Saverio,

        quindi un esempio, un pacemaker della Boston Scientific comunicherà solo con trasmettitori della Boston scientific o può comunicare con trasmettitore prodotti da altre case?

        La ringrazio nuovamente

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