Conoscere la sordità

Quando la trasmissione sonora all’interno dell’apparato uditivo risulta difettosa o assente si parla di sordità più o meno grave. Rispetto al livello di sordità  si può intervenire  tramite l’utilizzo di protesi  uditive o con un impianto cocleare.

Che differenza c’è tra protesi ed impianto cocleare?

La protesi  uditiva è pensata per soggetti  che hanno un tipo di sordità che non riguarda specificatamente la coclea, l’organo fondamentale per l’acquisizione di suoni. Le protesi  catturano le vibrazioni e le amplificano trasmettendole  al canale uditivo.
L’impianto cocleare, invece, è studiato per soggetti con un grado di sordità profonda;  in quanto interessa la coclea. L’impianto (inserito chirurgicamente all’interno dell’orecchio) cattura il suono, lo elabora e stimola elettricamente il nervo uditivo bypassando le aree danneggiate.

impianto cocleareL’età adatta per poter essere impiantati si aggira dai 6 mesi ai 4 anni, quando nel bambino inizia lo sviluppo del linguaggio, successivamente a questo periodo definito “critico“ avverrebbero gravi conseguenze come la mancata o alterata acquisizione del linguaggio.
L’impianto, però,  non è destinato a tutti i soggetti ma a coloro che soffrono di sordità bilaterale da grave a totale e che non trovano risultati soddisfacenti con l’utilizzo di normali apparecchi acustici.

Esistono dei requisiti predefiniti per poter ottenere un impianto cocleare?

Si, i requisiti fondamentali per poter usufruire di un impianto cocleare sono:

  • sordità grave o profonda bilaterale;
  • la protesi uditiva risulta poco soddisfacente;
  • assenza di controindicazioni mediche;
  • il nervo acustico sul quale si appoggiano gli elettrodi, deve essere in grado di trasmettere i suoni al cervello;
  • la coclea, nella quale gli elettrodi vengono inseriti, non deve essere totalmente ostruita da tessuto fibroso o osseo;
  • assenza di gravi handicap intellettivi o psicofisici;
  • forte motivazione all’intervento e alla riabilitazione;
  • aspettative adeguate;
  • collaborazione del paziente e della famiglia nella fase della riabilitazione

Ma l’impianto cocleare soddisfa sempre le nostre aspettative?

Molto spesso, se il nervo acustico è  danneggiato in modo irreversibile oppure è  inesistente o se la coclea non è la causa principale della sordità, i risultati di un impianto cocleare potrebbero non essere soddisfacenti.

Chi solitamente ricorre all’utilizzo di protesi uditive o di impianto cocleare?

Solitamente sono famiglie formate da udenti che si trovano ad affrontare per la prima volta il problema della sordità.  Tuttavia, esistono dei test genetici per conoscere se si è portatori sani di sordità. Utile dunque per  poter tenere in considerazione la possibile nascita di un figlio sordo, in quanto i risultati che si otterranno varieranno in base all’accettazione del deficit.
Nelle famiglie di soggetti sordi da generazioni il problema di protesizzazione o implantologia non persiste in quanto viene utilizzata la lingua dei segni associata ad una buona logopedia, in modo da fornire un’educazione bimodale in grado di  rendere autonomo il bambino nella comunicazione.

In cosa consiste la lingua dei segni e cosa si intende per metodo bimodale?

linguaggio dei segniLa lingua dei segni è una vera è propria lingua come l’italiano, l’inglese… con una propria struttura grammaticale associata ad un linguaggio visivo gestuale. Fin da piccolo il bambino sordo costruisce una propria identità attraverso la figura dell’educatore sordo, (che dovrebbe essere presente  nella scuola dell’infanzia)  in modo da farlo crescere con la consapevolezza che nonostante la sordità  può condurre una vita piena e soddisfacente. Da sfatare dunque il mito che una persona sorda sia conseguenzialmente muta in quanto l’apparato vocale non viene intaccato ed è dunque integro.

La persona sorda nella società dispone dei giusti mezzi di comunicazione?

La nostra società a livello tecnologico fornisce alle persone sorde vari strumenti di comunicazione, app come whatsapp, telegram, facebook sono fondamentali per comunicare tra loro tramite lo scambio di video. Comunicare per l’uomo è fondamentale, per una persona sorda lo è ancora di più in quando deve esprimere le proprie emozioni in modo alternativo ad una persona udente.
La società  non dispone ancora di mezzi efficaci per una buona comunicazione, basti pensare ad un ufficio postale, un ospedale o una banca se il personale non viene formato per comunicare anche con soggetti sordi ci saranno sempre delle barriere comunicative.

Maristella Alotta
Assistente alla Comunicazione

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