Tecniche rianimatorie di base

Come salvare una vita

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Quante volte è capitato di vedere qualcuno perdere conoscenza? Nella maggior parte dei casi è sufficiente distendere il malcapitato, alzargli i piedi e constatare che il malore passa subito. Alcune volte, invece, queste manovre non sono sufficienti per far riprendere la persona.  A volte capita ed a volte è fatale. Si tratta di morte improvvisa per arresto cardiaco e riguarda almeno una persona ogni 1000 abitanti ogni anno! Se pensate che in Italia siamo più di 64 milioni di abitanti… fatevi i conti da soli.
Questi eventi fatali riguardano per lo più persone che già soffrono di problemi cardiovascolari, ma certe volte succedono a persone apparentemente sane, o addirittura giovani, che hanno malattie cardiache genetiche fino a quel momento sconosciute.
In moltissimi casi, non c’è niente da fare, ed a volte si tratta di tragedie immani, specie se riguarda persone in pieno benessere o persone giovani o addirittura bambini. Qualcuno però ce la fa. Qualcuno riesce a salvarsi perché in quel momento vicino a lui un angelo custode ha preso l’iniziativa e lo ha aiutato. Non un angelo con le ali, ma una persona coraggiosa e preparata che ha messo in atto quelle tecniche rianimatorie che hanno mantenuto un minimo di funzioni vitali finché non sono intervenuti i soccorritori del 118 con il personale e l’attrezzatura adatta.
Per dare questo aiuto essenziale a salvare una vita, non è necessario essere dei sanitari, medici o infermieri, basta conoscere e mettere in atto alcune manovre di rianimazione che vengono chiamate Basic Life Support (BLS), cioè supporto delle funzioni vitali basilari: COSCIENZA, RESPIRO, CIRCOLO.
Sarebbe auspicabile che la maggior parte di persone faccia un corso specifico di BLS e soprattutto coloro che  lavorano in luoghi che prevedono molti frequentatori, come le scuole, i grandi uffici, stazioni ferroviarie, aeroporti, grandi alberghi, centri commerciali. Ma nel frattempo, conoscere alcune manovre essenziali potrebbe salvare una vita: un amico, un genitore, un figlio… O essere la tua vita ad essere salvata!

Le spiegazioni che seguono non devono essere considerate delle regole scientifiche perché non è questa la sede per ricevere questo tipo di informazioni, ma solamente dei consigli che vanno applicati con la regola del buon senso ed una mia personale opinione: “se non sei sicuro, non fare nulla, chiama solo aiuto (compreso il 118), ma se hai un mimino di conoscenza, mettila in atto come puoi, perché una vita salvata non ha prezzo!”.

TECNICHE RIANIMATORIE DI BASE

Prima regola: la sicurezza!
Prima di avvicinarsi alla persona da soccorrere è necessario accertarsi che non esistano rischi ambientali (ambiente saturo di gas, rischio d’incendio, rischi derivanti dalla corrente elettrica, pericoli di crollo, rischi derivanti dal traffico, ecc.). Niente eroismi fuori luogo, la propria incolumità innanzitutto.

Seconda regola: il tempo.
La cessazione dell’attività respiratoria e di quella cardiaca, indipendentemente dalle cause che la determinano, comportano il mancato apporto di ossigeno alle cellule cerebrali, causando la comparsa di danni irreversibili a distanza di pochissimi minuti. Quindi il soccorso deve essere il più precoce possibile (entro 5 minuti).

MANOVRE RIANIMATORIE:

ATTENZIONE! Si tratta di manovre invasive e non prive di rischi, per cui prima di iniziare si deve procedere valutando bene:

  1. Stato di coscienza e pervietà delle vie aeree;
  2. Presenza della respirazione e di attività cardiaca.

Valutazione dello stato di coscienza
Si chiama a voce alta e si scuote delicatamente la vittima per le spalle, con forza sufficiente a svegliare una persona che dorme. La mancata risposta dà inizio all’attivazione del soccorso che prevede la richiesta di aiuto e l’immediata chiamata al sistema di emergenza 118. Il paziente va posto su un piano rigido (a terra per esempio), in posizione supina (pancia in su), con capo, tronco ed arti allineati.

Ispezione della cavità orale
Per accertarsi che la bocca sia libera da qualunque corpo estraneo. In caso di ostruzione visibile (dentiere, caramelle, cibo, ecc.) si svuota il cavo orale aiutandosi con un fazzoletto o la maglietta, evitando di introdurre il corpo estraneo ancora più in profondità.

iperestensione del capoApertura delle vie aeree
Lo stato di incoscienza determina il completo rilasciamento dei muscoli, compresa la lingua, che tende a ricadere all’indietro ostruendo le vie respiratorie. Per facilitare la respirazione si procede con la manovra di iperestensione della testa (SOLO SE IL PAZIENTE NON E’ TRAUMATIZZATO!), spingendo la testa all’indietro con una mano posta nella parte ossea del mento.

manovra-GASValutazione dell’attività respiratoria e dei segni di circolo
Mantenendo la testa in iperestensione, si avvicina la guancia alla bocca del paziente per 10 secondi circa e si procede alla valutazione della presenza o assenza dell’attività respiratoria e dei segni di circolo.
Guardando l’espansione del torace;
Ascoltando la presenza di rumori respiratori;
Sentendo se fuoriesce aria delle vie aeree.
Chi è capace, può valutare segni della circolazione cardiaca cercando il battito cardiaco alla carotide (collo), ma questo non è indispensabile.

posizione di sicurezzaSe l’attività respiratoria e i segni di circolo sono presenti e non si tratta di persona traumatizzata, si può posizionare il paziente in posizione laterale di sicurezza e attendere i soccorsi.
Se l’attività respiratoria ed i segni di circolo sono assenti, si deve immediatamente iniziare il massaggio cardiaco esterno.

Massaggio Cardiaco
posizione-delle-mani-nel-BLSSi esegue con la compressione del torace che spreme il cuore tra sterno e colonna vertebrale assicurando quel minimo di circolo che salvaguarda l’ossigenazione delle cellule cerebrali.
Per eseguire un massaggio corretto, il soccorritore si deve posizionare inginocchiandosi al fianco del paziente, all’altezza del torace, con le braccia rigide e le spalle perpendicolari rispetto il torace del paziente stesso. Il fulcro del movimento del soccorritore è rappresentato dal bacino.
Si posiziona il palmo della mano (più vicina al polso) al centro del torace (seguendo il più possibile la linea intermammellare che si forma tra i due capezzoli), si sovrappone la seconda mano sulla prima e si dà così inizio alle compressioni toraciche; ad ogni compressione il torace si deve abbassare di 4-5 cm. Ogni 30 compressioni al ritmo di circa 100 al minuto, si alternano due 2 insufflazioni respiratorie efficaci.
Il soccorritore che esegue il massaggio cardiaco esterno, se possibile, dovrebbe ricevere il cambio ogni 2 minuti per renderlo sempre efficace e correttamente ritmato.

Respirazione bocca-bocca.
respirazione bocca boccaIl soccorritore si pone di lato alla vittima e mantenendo la testa in iperestensione, con l’indice ed il pollice di una mano chiude le narici della persona incosciente che non respira. Dopo aver eseguito una profonda inspirazione, appoggiata la propria bocca su quella della vittima, espira lentamente, controllando che il torace del paziente si sollevi. L’insufflazione deve essere eseguita per due volte consecutive con la stessa modalità, avendo cura fra la prima e la seconda insufflazione di staccare e allontanare la propria bocca da quella della vittima e di controllare che il torace torni sempre nella posizione di riposo.

Se il soccorritore non se la sente può non eseguire il “bocca a bocca”: non è obbligato a farlo. Si deve comunque procedere almeno al massaggio cardiaco!

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