Cattiva digestione, sintomi cause e consigli alimentari

Alcune semplici regole per imparare a contrastarla

Mal di stomaco, senso di pesantezza, fitte e dolori addominali, sono solo alcuni dei sintomi che caratterizzano la fastidiosa dispepsia ovvero la cattiva digestione. A soffrirne sono circa il 40% degli italiani; ma questa percentuale tende ad aumentare in alcuni periodi dell’anno, soprattutto in coincidenza delle festività natalizie e pasquali.
cattiva-digestione3Un altro periodo maggiormente critico è la primavera quando, grazie all’arrivo della bella stagione ne approfittiamo per fare delle scampagnate che diventano occasione di sfoggio di maestria dell’arte della cottura alla brace. Durante queste giornate di certo il nostro stile alimentare è poco raccomandabile e comporta tutta una serie di azioni che di certo non fanno parte dei ben noti consigli dati per una sana alimentazione. Ma se per una giornata infrangere le regole può rappresentare un’eccezione accettabile e ben comprensibile, perseverare nell’errore non lo è. A questo punto, se conosciamo il nostro “nemico”, saremo in grado di affrontarlo.

Un po’ di chiarezza
La diagnosi di dispepsia viene fatta quando la cattiva digestione è purtroppo un evento frequente che richiede anche l’uso di farmaci; se non sono presenti queste condizioni ed è quindi un fastidio occasionale non possiamo classificarlo come tale.
Esistono due diversi tipi di dispepsia:
organica: attribuibile alla presenza di malattie organiche (ulcera duodenale o gastrica, pancreatite, calcolosi biliare ecc);
funzionale: condizione non dipendente da cause organiche, ma da fattori stressanti che alterano la motilità dell’apparato digerente. In genere, questa è la forma più comune.

Sintomi
I sintomi caratteristici vengono avvertiti da chi ne soffre principalmente a livello della porzione superiore dell’addome (epigastrio) e sono:

bruciore digestione

  • bruciore di stomaco (pirrosi gastrica);
  • rigurgito acido;
  • nausea;
  • vomito;
  • eruttazione;
  • alito cattivo (alitosi);
  • senso di digestione lenta;
  • sazietà precoce;
  • reazione avversa nei confronti di alcuni cibi, soprattutto grassi, fritti e particolarmente elaborati nella preparazione.

Cause
Svariate sono le cause. Vediamo insieme le più comuni:

  • uso e abuso di farmaci soprattutto quelli facenti parte della categoria degli antiinfiammatori, i FANS (ad es. l’aspirina), a causa proprio del loro effetto gastrolesivo, della frequenza di assunzione, ma anche perchè fanno parte di quella categoria di farmaci che non richiedono prescrizione medica agevolando in questo modo il facile acquisto;
  • la positività all’helicobacter pylori;
  • ulcera gastro-duodenale;
  • gastrite;
  • reflusso gastro-esofageo;
  • cattive abitudini alimentari;
  • calcolosi della colecisti;
  • calcolosi delle vie biliari.

Consigli alimentari
I pazienti generalmente lamentano la comparsa dei sintomi in corrispondenza dei pasti. Esistono inoltre alcuni cibi che ne favoriscono l’insorgenza e pertanto la prevenzione alimentare prevede la riduzione o l’eliminazione di alcuni specifici alimenti. Ciò risulta importante nel controllo dei disturbi.

Si consiglia quindi di:

  • evitare i cibi particolarmente acidi e gastroirritanti: pomodoro, spezie (pepe, peperoncino, curry), agrumi, menta, cioccolato, caffè e tè;
  • eliminare alcolici, bevande gasate e frizzanti, succhi di frutta;
  • ridurre la frequenza di legumi, verdura e ortaggi con effetto gassogeno (broccoli, cavoli, spinaci, carciofi);
  • non fare pasti particolarmente laboriosi e abbondanti;
  • evitare i cibi grassi perchè rallentano la digestione: salse da condimento (per es. maionese), burro, strutto, pesci grassi, panna, dolciumi;
  • fare dei fasti piccoli e frequenti; più precisamente, i 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) e i due spuntini (a metà mattina e a metà pomeriggio);
  • evitare di assumere cibi troppo freddi o troppo caldi;
  • non mangiare cibi in brodo perchè aumentano la fermentazione nello stomaco e rallentano lo svuotamento gastrico.

A questo lungo elenco non scordate di aggiungere come uno stile di vita sano, l’attività fisica, la riduzione del peso sono essenziali per mantenerci in salute. In ogni caso, consultate lo specialista per eventualmente valutare l’introduzione di farmaci adatti a risolvere il vostro problema.

                                      Dr.ssa Valentina Schirò
Biologa Nutrizionista
Specialista in Scienza dell’Alimentazione

                                             www.gruppopalermomedica.blogspot.it

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