Bruciore di stomaco: cause e cura

La sensazione di bruciore allo stomaco è un sintomo molto comune che può avere tante cause. A volte si irradia al centro del petto, nella zona retro-sternale, e può essere scambiato con un dolore cardiaco. Ma in quel caso, è accompagnato da altri segni importanti come il senso di costrizione e l'irradiazione al braccio sinistro e/o alla gola.

Il bruciore di stomaco vero e proprio, da non confondere con il dolore addominale, viene detto anche pirosi ed è un sintomo tipico normalmente causato da un eccesso di acido gastrico. Il bruciore, a volte, si irradia a fascia nella stessa zona, oppure tende a risalire verso l’alto, causando bruciore alla gola e difficoltà alla deglutizione e perfino la tosse.

Cause possibili del bruciore di stomaco

La causa principale, abbiamo visto, è l’eccesso di produzione di acido gastrico. Quando il sintomo è occasionale, e di solito in concomitanza dei pasti,  di norma è dovuto dovuto alla infiammazione della mucosa gastrica, una forma di gastrite acuta. Potrebbe essere causata da un pasto troppo abbondante, cibi pesanti, una assunzione esagerata di alcol o l’effetto collaterale di alcuni farmaci. Anche uno stress prolungato, a volte, può determinare una destabilizzazione dell’equilibrio gastrico.
Se l’iperacidità si cronicizza, allora, a lungo andare l’eccessiva produzione di acido può superare lo strato di muco che protegge la parete dello stomaco irritandone la mucosa fino a causare vere e proprie ferite che stentano a guarire: le ulcere gastriche o duodenali se interessano il duodeno, la prima porzione di intestino dopo lo stomaco.
A volte, a determinare l’infiammazione della mucosa gastrica fino alla sua ulcerazione può essere responsabile un batterio, l’Helicobacter Pylori che se individuato con esami specifici, va trattato anche con un protocollo antibiotico specifico.
Un’altra patologia gastro-correlata è il reflusso gastroesofageo (MRGE). In questo caso, l’acido gastrico tende a risalire lungo l’esofago per l’incontinenza del Cardias, una valvola muscolare posta tra esofago e stomaco proprio per impedire la risalita del contenuto gastrico. Sintomi tipici del reflusso sono oltre l’iperacidità, il bruciore esofageo, l’eruttazione e in casi particolari la tosse da reflusso.
Sintomi molto simili possono verificarsi in presenza di Ernia iatale, cioè una protrusione di una porzione dello stomaco nella cavità toracica attraverso una apertura del diaframma, appunto, lo iato esofageo.

Cura e trattamento del bruciore di stomaco.

Se per la gastrite acuta è sufficiente una terapia sintomatica a base di bicarbonati o alginati, che sono farmaci da banco, le patologie croniche o più serie non vanno trattate con una terapia “fai da te”. Meglio rivolgersi al medico curante che, accertata la possibile causa del bruciore di stomaco, prescriverà dei farmaci adatti per curare il problema. Oppure in presenza di dubbi, potrà prescrivere indagini mirate a fare una diagnosi corretta.
Oggi sono presenti farmaci molto efficaci che limitano la secrezione gastrica e creano una barriera protettiva nella mucosa. Talvolta risultano indispensabili in presenza di reflusso gastroesofageo o nella gastrite correlata alla presenza dell’Helicobacter. In questo ultimo caso, va associata l’antibiotico terapia specifica. Il trattamento deve essere eseguito per un tempo determinato (non meno di 6-8 settimane) e a un dosaggio adeguato, sotto prescrizione del medico, in base alle caratteristiche sintomatiche individuali.

Prevenzione per chi soffre di reflusso gastro-esofageo

In tutte le forme di gastrite è inoltre, indicato associare alla terapia farmacologica una serie di provvedimenti igienico-dietetici che hanno la funzione di ridurre le condizioni predisponenti al reflusso:
– Eliminare spezie, caffè, tè, nicotina (in grado di facilitare l’insorgenza di rilasciamenti dello sfintere esofageo inferiore).
– Evitare pasti abbondanti o a elevato contenuto di grassi (che rallentano lo svuotamento gastrico).
– Ridurre il sovrappeso.
– Non portare indumenti attillati (condizioni che possono causare un aumento della pressione addominale e spingere il contenuto gastrico verso l’alto).
– Non andare a letto o sul divano subito dopo il pranzo.
Una discreta percentuale di pazienti può avere una riduzione significativa della sintomatologia semplicemente grazie al ricorso di queste semplici manovre.

A cura di Saverio Schirò

 

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